In occasione dell’ultima puntata della «serie» su Torreciudad, con il comunicato diffuso il 31 agosto scorso dal vescovo della diocesi di Barbastro Monzón, Ángel Pérez Pueyo, il L'Opus Dei ha reso nota la propria posizione in merito a questa controversia e ricorda alcuni punti chiave per comprendere un processo difficile in cui si scontrano due posizioni che sembrano non riuscire a trovare un accordo.
Infatti, nel comunicato in occasione della celebrazione della 47ªPellegrinaggio delle Vergini di Ribagorza e Sobrarbe presso l’eremo-santuario di Torreciudad, mons. Ángel Pérez Pueyo ha definito illegittima una «presunta» trattenuta dell’immagine originale di Nostra Signora degli Angeli di Torreciudad da parte dell’Opus Dei; ha messo in discussione l’operato del commissario pontificio e ha minacciato di dimettersi qualora la scultura non fosse stata restituita all’eremo-santuario originario (situato a pochi metri dal nuovo tempio).
La Vergine non è stata «portata via», né «separata dai suoi figli»
Il comunicato lascia intendere che la Vergine sia rimasta lontana dal suo popolo da quando, nel 1966, l’allora vescovo diocesano, mons. Jaime Flores, acconsentì al trasferimento della sede dell’immagine della Vergine (la cessione a titolo perpetuo era avvenuta nel 1962).
Questo punto è uno dei primi ad essere menzionato nel comunicato della Prelatura, in cui si sottolinea che «non è mai stato messo in discussione il fatto che la proprietà dell’immagine spetti alla diocesi. La controversia riguarda la portata e la validità dei diritti di utilizzo, custodia e collocazione stabiliti tramite accordi tra le parti».
Il comunicato è chiaro anche nel sottolineare, in particolare, la legalità, la trasparenza e la normalità dell’atto di trasferimento: «L’immagine non è stata trasferita in un altro centro abitato né allontanata da Torreciudad: è stata collocata, con autorizzazione documentata della diocesi, nella nuova chiesa costruita a pochi metri dall’eremo e all’interno dello stesso complesso devozionale.
La scultura non è mai stata sottratta clandestinamente. Sempre con l’autorizzazione del vescovo, è stata restaurata nel 1964 e nuovamente intorno al 1970, e dal 1975 presiede la pala d’altare di questo nuovo tempio, esposta pubblicamente alla venerazione di tutti i fedeli». Un punto che smentisce la versione del vescovo secondo cui l’immagine sarebbe stata «nascosta» ai fedeli della sua diocesi.
Il comunicato si mostra categorico di fronte a quella che definisce un’accusa offensiva e infondata. L’Opus Dei afferma che «è legittimo che attualmente esistano interpretazioni diverse riguardo agli effetti giuridici degli accordi. Spetta all’autorità competente risolverle. Ma una divergenza giuridica non può trasformarsi in un’accusa offensiva e infondata».
Il ruolo dell’Opus Dei nella conoscenza e nella devozione a Torreciudad
Uno degli aspetti che il comunicato mette in evidenza è la diffusione che la devozione alla Vergine di Torreciudad ha avuto grazie all’opera svolta dall’Opus Dei con il rinnovamento del complesso, il restauro della statua della Vergine e le iniziative di promozione della devozione organizzate dal Santuario.
A questo proposito, la prelatura ricorda i lavori di restauro, adeguamento e manutenzione del complesso, che comprendono anche l’eremo-santuario originario (di proprietà della Diocesi ma ceduto in perpetuo). Tra le altre cose, si sottolinea come «il nuovo tempio consenta alle persone anziane e alle persone con disabilità di avvicinarsi alla Vergine» e si ricorda che l’eremo originario è aperto e restaurato. Infatti, si sottolinea, «le fotografie storiche mostrano lo stato materiale dell’eremo e dei suoi annessi prima dei lavori. Le immagini attuali consentono di verificare il risultato dello sforzo di restauro, conservazione e accoglienza compiuto da molte persone, compresi i fedeli della diocesi».

Il commissario plenipotenziario è stato richiesto dalla diocesi
Il 9 ottobre 2024, il bollettino quotidiano della Santa Sede riportava la nomina di Mons. Alejandro Arellano Cedillo, Decano del Tribunale della Rota Romana, come «commissario pontificio plenipotenziario» per Torreciudad, ovvero un delegato del Papa che ha l’autorità di agire in suo nome in questioni specifiche.
In questo tipo di casi, il commissario dispone di pieni poteri per prendere decisioni e intraprendere azioni in ambito ecclesiastico e amministrativo. Questo tipo di commissario è nominato dal Papa e la sua funzione può comprendere sia aspetti giudiziari che esecutivi all’interno della Chiesa.
In quel momento, la diocesi non solo manifestò, insieme alla prelatura dell’Opus Dei, la propria totale fiducia nell’operato del commissario, ma, in alcune dichiarazioni rilasciate a un organo di stampa locale, Pérez Pueyo sottolineava che tale intervento della Santa Sede era avvenuto su richiesta della diocesi di Barbastra, non essendo stato possibile raggiungere un accordo soddisfacente negli incontri tenuti da entrambe le parti da quando, nel luglio 2023, erano iniziate le divergenze. Tuttavia, nell’ultimo comunicato diocesano, il vescovo manifesta il proprio disaccordo con l’operato di Arellano Cedillo.
Torreciudad si appresta ad affrontare una settimana ricca di eventi: il 5 settembre si terrà la citata processione, mentre il 12 il commissario plenipotenziario presiederà la Giornata Mariana della Famiglia, alla quale, da 33 anni, partecipano migliaia di persone provenienti da tutta la Spagna. Nel frattempo, l’Opus Dei continua ad auspicare che l’autorità competente risolva una controversia che non fa altro che generare una situazione spiacevole e triste.





