Evangelizzazione

Argilla nelle mani di Dio: Isaac Delgado e la missione digitale

Isaac Delgado è un giovane costaricano che, in seguito a un profondo risveglio spirituale grazie al rosario, ha fondato Lutum cattolico, un progetto di evangelizzazione digitale su Instagram che conta 185.000 follower.

Juan Carlos Vasconez-18 settembre 2026-Tempo di lettura: 3 minuti

Isaac Manuel Delgado Murillo è un giovane costaricano di 23 anni che sta completando la laurea in Economia aziendale. La sua vera passione e il lavoro che riempie le sue giornate ruotano attorno ad ambiziosi progetti di evangelizzazione digitale. Sebbene sia cresciuto in una famiglia cattolica, dove gli sono stati inculcati i valori cristiani, lui stesso riconosce che all’inizio si trattava di una fede ereditata.

Il punto di svolta verso un incontro personale con Dio è iniziato con una pratica di devozione molto tradizionale: la recita del Rosario. Quando ha provato a recitarlo da solo per la prima volta, si è reso conto che in realtà non sapeva come farlo. “Credo che sia stato il Rosario peggiore che abbia mai recitato, ma anche quello che ho recitato con il cuore più sincero”, confessa con umorismo e semplicità, ricordando come abbia saltato alcune parti e si sia confuso. 

Nonostante gli intoppi, la grazia ha fatto il suo lavoro: “Ho sentito quell’amore di una Madre, e ogni volta che lo recitavo mi avvicinavo sempre di più a suo Figlio”. Quell’esperienza ha rafforzato la sua convinzione che la fede non sarebbe cresciuta allo stesso modo senza quell’inizio, confermando che “Il rosario cambia la vita ed è un’abitudine che, poco a poco, ti porta sempre più in là”.

Quello stesso giorno, sentì una chiamata profonda e travolgente a formare un gruppo di giovani per condividere la fede, spinto dalla preoccupazione di vedere molte persone della sua età completamente lontane dalla Chiesa. Pieno di inquietudini, si mise a scrivere argomenti e attività, sognando inizialmente un progetto in presenza. Tuttavia, quando invitò i suoi amici più cari, la risposta fu nulla: “nessuno ha voluto partecipare”. Non ha avuto successo nemmeno quando lo ha proposto ad alcuni amici cattolici che aveva conosciuto su Internet.

Lavorare senza perdersi d'animo

Lungi dal perdersi d'animo, Isaac ha deciso di aprire un account su Instagram per condividere tutto il materiale che aveva raccolto sulle storie dei santi e sull'immensa ricchezza della Chiesa. 

La sua speranza era che, adottando uno stile rivolto ai giovani, i contenuti potessero attirare le persone e dare vita a un gruppo virtuale. È così che è nato Lutum cattolico, un apostolato che porta ai giovani la Parola di Dio su Internet e che prende il nome dal termine latino che significa “fango”. 

Quello che era iniziato in segreto e senza la pretesa di raggiungere un vasto pubblico attirò rapidamente numerosi giovani, dimostrandogli che il progetto andava ben oltre i suoi piani: “Sono convinto al 100 % che questa sia una cosa che viene da Dio”.

Vivere la fede in comunità

Questa rapida crescita ha portato con sé nuove sfide. Isaac ha dovuto affrontare la tentazione di vivere il proprio apostolato in solitudine, ma ben presto ha compreso che “Questo cammino deve sempre essere intrapreso in comunità”. Entrando a far parte di iniziative e reti cattoliche, ha scoperto che Dio gli aveva preparato un percorso fatto di creazione di contenuti e video, stringendo amicizie inestimabili e viaggiando in luoghi che non avrebbe mai immaginato. “Se oggi il mio account dovesse scomparire, credo davvero che non mi darebbe fastidio, perché il regalo l’ho già ricevuto da tutti i miei amici”, afferma con fermezza.

Questa vocazione comunitaria lo ha portato ad andare oltre i confini, collaborando attivamente a progetti come Un miracolo per il Messico, partecipando a una rete di missionari digitali e sostenendo l’organizzazione dell’evento Atti 29 in Costa Rica. Uno dei momenti salienti della sua carriera è stata la collaborazione con il Dicastero per la Comunicazione in occasione del Giubileo dei Missionari Digitali a Roma. 

Durante una Messa nella Basilica di San Pietro, quando vide entrare il cardinale Tagle, la sua mente tornò a quel primo rosario recitato nella sua stanza, e si rese conto con stupore che “Le vie di Dio sono un mistero, ma sono sempre ciò che c’è di meglio per noi”.

Riflettendo sull’eredità che desidera lasciare, Isaac comprende che la missione è un dono straordinario, ma avverte che “Può diventare un pericolo per chi intraprende questa missione, perché lungo questo cammino ci sono molte tentazioni”. Per questo motivo, il suo desiderio più grande è quello di tendere una mano agli altri evangelizzatori, aiutandoli a superare gli ostacoli sulla base dei propri errori e delle proprie mancanze. Facendo proprie le parole di Papa Francesco, il giovane creatore si definisce come “un povero peccatore verso il quale Dio ha avuto grande misericordia”.

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