Una delle mie canzoni preferite si intitola “Una vita meravigliosa”, di Black, e dice che c’è magia ovunque si guardi. Ci sono persone che vivono senza rendersene conto.
Facevo volontariato in un ospedale. Una mattina mi trovavo accanto al letto di una signora di circa settant’anni che si lamentava della propria vita, non di quella presente, ma di quella passata. Costretta a letto, ripercorreva i propri ricordi e, senza rendersene conto, esprimeva le proprie lamentele ad alta voce, in modo che tutti potessero sentirle.
Mi ha colpito profondamente e, allo stesso tempo, mi ha pervaso un grande senso di tristezza, poiché nulla di ciò che rimpiangeva aveva una soluzione. Diceva di aver trascorso tutta la sua vita in piedi, dietro il bancone di una tabaccheria, lavorando più del dovuto.
La donna aveva la sensazione di aver vissuto poco o di non aver preso certe decisioni (come diceva santa Teresa d’Avila). Un giorno se ne rese conto: si svegliò, vide, capì che la vita è una sola, ma, trascinata dall’inerzia, aveva fatto ciò che doveva fare, lasciandosi trasportare dalla corrente. Perché non se ne era resa conto prima?
Nel nostro vita Non sempre ci sono grandi drammi o crisi; a volte è solo la sensazione di esserci, ma senza esserci del tutto. Vogliamo ciò che dovremmo voler; studiamo la facoltà che dovremmo studiare, e così passano i nostri giorni.
Seguiamo il ritmo della vita, che ci trascina perché è ciò che ci si aspetta da noi. Questa inerzia ci porta a rimandare ciò che ci sta davvero a cuore, perché crediamo che non sia il momento giusto per affrontarlo.
È un’esistenza inautentica, inadeguata, in cui ci si dimentica di sé stessi. Non perché sia necessariamente sbagliata, ma perché non ci siamo fermati a riflettere se vorremmo qualcosa di più dalla nostra vita. Quando viviamo così, non viviamo la nostra vita: semplicemente la trascorriamo, perdendo i momenti di magia.





