Evangelizzazione

9 frasi di Santa Teresa di Calcutta rivolte al mondo

Il 5 settembre la Chiesa celebra santa Teresa di Calcutta, che tanti chiamavano Madre Teresa e che era così amata. Qui sono raccolti 9 messaggi che ci ha lasciato durante il suo cammino terreno, e un aneddoto alla fine che spiega i suoi inizi in India.

Francisco Otamendi-5 settembre 2026-Tempo di lettura: 5 minuti
Santa Teresa di Calcutta.

© Foto d'archivio CNS/Joanne Keane.

Chi non ha conosciuto, o non ha un parente o un amico, che ha trascorso qualche settimana, o un anno, in India con le Missionarie della Carità, dando una mano nell'intenso lavoro svolto dalle figlie spirituali di Madre Teresa di Calcutta?

“Oggi la Chiesa cattolica celebra la memoria di santa Teresa di Calcutta, suora di origine albanese che, con il suo ”sì” ai disegni del Signore, è stata capace di portare l’Amore di Dio ai più poveri tra i poveri in oltre 130 paesi. Ovvero, in ogni angolo del pianeta. Ciò che è impossibile per l’uomo è possibile per Dio», scritto L'anno scorso su Omnes, proprio in questa stessa data, Fernando Gutiérrez, missionario laico e fondatore della Mary's Children Mission.

E aggiungeva: “Durante i quindici mesi in cui ho vissuto a Calcutta, c’è stata una cosa che ha attirato fortemente la mia attenzione. Il luogo in cui ebbe inizio questa grande opera di carità, che Dio ha compiuto per mezzo di Madre Teresa nell’umile quartiere di Motijheel, è ancora oggi una zona a maggioranza musulmana in cui persiste, inoltre, molta povertà, sia materiale che spirituale. E spesso, passeggiando per le sue strade, pensavo: se fossi cresciuto a Calcutta con una santa così vicina a me, mi sarei convertito già da tempo e la mia fede sarebbe ormai grande quasi quanto quel granello di senape”.

Il carisma di Madre Teresa: dedizione totale, anima e corpo

Le Missionarie della Carità hanno pubblicato sul loro sito web il carisma della sua fondatrice, che sono state riportate, in tono quasi colloquiale, anche in questo modo:

“L’obiettivo delle Suore Missionarie della Carità è quello di dedicarsi anima e corpo, ed esclusivamente, al benessere materiale e spirituale di tutte le persone indifese, dei poveri indifesi, dei bambini abbandonati, dei malati senza assistenza, dei lebbrosi e dei mendicanti bisognosi; in sintesi, tutti quegli sfortunati che, sia per propria negligenza sia per mancanza di interesse pubblico, sono costretti a vagare per la vita senza aiuto né speranza”.

Alcuni dei suoi messaggi

Ecco alcuni dei messaggi della santa, necessariamente in forma di estratti, che in questa ricorrenza possono essere adatti alla meditazione davanti al Signore. In sintesi, la santa diceva questo:

“Il frutto del silenzio è la preghiera. Il frutto della preghiera è la fede. Il frutto della fede è l’amore. Il frutto dell’amore è il servizio. Il frutto del servizio è la pace”.

“La religione è un’opera d’amore, non deve dividerci né distruggere la pace e l’unità”

1.- ”La religione deve essere un’opera d’amore. Pertanto, non deve dividerci né distruggere la pace e l’unità. Usiamo la religione per aiutarci a essere un unico cuore pieno d’amore nel cuore di Dio. Amandoci gli uni gli altri, realizzeremo lo scopo della nostra creazione: amare ed essere amati».

2.- “Tutti siamo capaci di fare il bene e il male. Non nasciamo cattivi. Tutti abbiamo qualcosa di buono dentro di noi. Alcuni lo nascondono, altri lo trascurano, ma c’è. Dio ci ha creati per amare ed essere amati… siamo tutti suoi figli, che siamo indù, musulmani o cristiani”.

Santa Teresa di Calcutta @OSV.

“Siamo figli di Dio, creati per amare ed essere amati”

3.- “Siamo tutti figli di Dio e siamo stati creati per grandi cose: amare ed essere amati. Dio ama ciascuno di noi con un amore eterno; siamo preziosi per Lui. Pertanto, nulla dovrebbe separarci. La religione è un dono di Dio e ha lo scopo di aiutarci a essere un unico cuore pieno d’amore. Dio è nostro Padre e siamo tutti suoi figli; siamo tutti fratelli e sorelle. Che non vi sia alcuna distinzione di razza, colore o credo”.

4.- “Siamo stati inviati per unire sotto un unico Spirito tutte le persone, indipendentemente dalla loro nazione, razza o cultura. Sotto quale spirito? Lo spirito dell’amore! Siamo stati inviati a unire tutti sotto lo spirito dell’amore: a unire tutti gli uomini di diverse religioni: indù, musulmani e persone di diverse caste, colori o culture. Siamo stati chiamati a testimoniare la realtà della fratellanza di tutti i popoli, in cui la pienezza della legge è l’amore».

“Non usiamo la religione per dividerci”

5.- Non usiamo la religione per dividerci. In tutti i libri sacri vediamo come Dio ci chiami all’amore. Tutto ciò che facciamo gli uni per gli altri, lo facciamo per Lui, perché Dio è nostro Padre. La religione è un’opera d’amore, non serve a distruggere la pace e l’unità.

6.- “Alcuni lo chiamano Ishwar, altri Allah, altri semplicemente Dio, ma tutti dobbiamo riconoscere che Lui ci ha creati per grandi cose: per amare ed essere amati. Ciò che conta è che amiamo. Non possiamo amare senza pregare, quindi, qualunque sia la nostra religione, dobbiamo pregare…”

“Il nostro lavoro non mira alla conversione, ma ad avvicinare le persone a Dio attraverso le nostre opere di carità”

7.- “Il nostro lavoro in India e altrove non ha come obiettivo la conversione, ma avvicinare le persone, specialmente quelle più bisognose, a Dio attraverso le nostre opere di carità”. “Se, trovandoci faccia a faccia con Dio, lo accogliamo nella nostra vita, allora ci stiamo convertendo”. “La conversione migliore è far sì che le persone si amino le une le altre. Quando si amano, si avvicinano di più a Dio”. E da dove si comincia? Pregando insieme. Preghiamo per portare la preghiera nella nostra famiglia. 

“Un sorriso è l’inizio dell’amore”

8.- “Incontriamoci sempre con un sorriso… perché un sorriso è l’inizio dell’amore”. Siate gentili e misericordiosi. Che nessuno vi si avvicini senza andarsene migliore, più felice. Siate l’espressione viva della bontà di Dio: bontà sul vostro volto, bontà nei vostri occhi, bontà nel vostro sorriso, bontà nel vostro caloroso saluto.

9.- “Sorelle e fratelli di tutto il mondo, in ogni paese, cerchiamo di offrire lo stesso amore e la stessa cura, a prescindere dalla religione, dalla casta o dal colore della pelle. Cerchiamo di essere al servizio dei figli di Dio, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. E credo che questo sia stato un altro meraviglioso dono di Dio, che ci ha dato l’opportunità di servirLo”.

Fotografia inclusa nel servizio ‘La Misericordia e Madre Teresa’, a firma di Brian Kolodiejchuk, pubblicato sulla rivista *Palabra* nel 2016.

Un aneddoto decisivo: la prima donna che raccolse

Santa Teresa di Calcutta racconta che “la prima donna che ho visto l’ho raccolta io stesso dalla strada. Era quasi divorata dai topi e dalle formiche. L’ho portata in ospedale, ma non hanno potuto fare nulla per lei. L’hanno ricoverata solo perché mi sono rifiutato di andarmene finché non l’avessero accolta». 

Da lì mi sono recato al municipio e ho chiesto loro un posto dove poter portare queste persone, perché proprio quel giorno ne avevo trovate altre che stavano morendo per strada”.

“Il funzionario sanitario del Comune mi portò al tempio, il Tempio di Kali, e mi mostrò il Darmashalah, dove la gente era solita riposarsi dopo aver pregato la dea Kali. Era un edificio vuoto; mi chiese se fossi disposto ad accettarlo. Ero davvero felice di poter avere quel luogo per molte ragioni, ma soprattutto sapendo che era un centro di culto e devozione per gli indù. 

Nel giro di ventiquattro ore avevamo già portato lì i nostri pazienti e abbiamo iniziato a lavorare nella casa di cura per malati e moribondi indigenti. Da allora, abbiamo raccolto più di ventitremila persone dalle strade di Calcutta, delle quali circa il cinquanta per cento è deceduto”.

Assoluzione in un tribunale indiano

Quest'anno la congregazione ha vissuto un momento di grande gioia. In un sentenza storica che pone fine a una battaglia legale durata otto anni, il Tribunale civile di Ranchi (capitale dello Jharkhand) ha assolto una suora delle Missionarie della Carità, rimasta in carcere per oltre un anno, e altre due persone, accusate di traffico di minori nel 2018. Suor Mary Prema, all’epoca superiora, ha denunciato i “miti diffusi, le informazioni distorte e le notizie false” che sono state pubblicate.

Monsignor Theodore Mascarenhas, ex segretario generale della Conferenza Episcopale Cattolica dell’India (CBCI) e vescovo di Daltonganj, ha definito la sentenza “un trionfo della verità, della perseveranza e della fede”.

L'autoreFrancisco Otamendi

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