Nel corso della storia della Chiesa, alcune apparizioni della Vergine Maria sono state associate a eventi straordinari che, nel linguaggio popolare, vengono spesso definiti ‘miracoli della Vergine’ e sono legati a fenomeni naturali.
A volte si nota una certa riluttanza a usare il termine “miracoli”, anche nel linguaggio ecclesiale. Tuttavia, i miracoli di Gesù riportati nei Vangeli furono davvero numerosi.
Basta leggere, già nel capitolo 8 di San Matteo, i primi tre che l’evangelista cita: le guarigioni di un lebbroso, di un servo del centurione e della suocera di Pietro. Prima di questi eventi si erano verificati la trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana e la pesca miracolosa, seguiti poi dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci, dalla resurrezione di Lazzaro e da una lunga serie di altri eventi.
Con il miracolo delle nozze di Cana (magnifico l’episodio di *The Chosen* dedicato a questo tema), che san Giovanni narra all’inizio del capitolo 2, ha inizio la manifestazione della gloria del Figlio di Dio. “A Cana di Galilea Gesù compì il primo dei segni (miracoli) con cui manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in Lui”, scrive san Giovanni. E lì c’era sua Madre, la Santissima Maria, che collaborava all’opera salvifica di Gesù.
Gli eventi straordinari verificatisi in occasione delle apparizioni della Vergine Maria non sono stati formalmente dichiarati miracoli dalla Chiesa, ma possiamo rilevare un elemento comune a molti di essi: riguardano la natura, il sole, la neve, i fiori… Vediamone brevemente alcuni.

La neve di agosto a Santa Maria Maggiore a Roma
Uno dei racconti mariani più antichi di questo genere è ambientato a Roma, nel IV secolo. Così ha raccontato Gerardo Ferrara.
“Secondo la tradizione, la fondazione di Santa Maria Maggiore ha origine da un sogno e culmina con una nevicata, evento di per sé già raro a Roma, per di più nel mese di agosto dell’anno 358, sotto il pontificato di papa Liberio (motivo per cui la basilica è anche chiamata “liberiana”). La Vergine apparve in sogno contemporaneamente al Papa e a un patrizio romano di nome Giovanni, ordinando loro di costruire una chiesa nel luogo in cui, il giorno seguente, avrebbero trovato la neve. E la mattina del 5 agosto, sul colle Esquilino, uno dei sette colli di Roma, la neve era davvero lì.
Il ricordo della neve di agosto vive ancora oggi in una celebrazione: ogni 5 agosto, nella basilica si celebra la “Vergine delle Nevi”, con una pioggia di petali bianchi che cade dall’alto della cupola durante la messa, simile a quella di petali rossi al Pantheon a Pentecoste”.
Fatima: il sole che “danzò” nel 1917
Forse nessun altro fenomeno legato a un'apparizione mariana ha raggiunto tanta notorietà quanto il cosiddetto ‘miracolo del sole’ di Fatima. Il 13 ottobre 1917, durante l’ultima delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli — Lucia dos Santos e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, ora canonizzati—, alla Cova da Iria si radunò una folla che il Santuario di Fatima stima tra le 50.000 e le 70.000 persone.
Lucia aveva annunciato che quel giorno si sarebbe verificato un segno. Dopo l’apparizione, si verificò il fenomeno che in seguito sarebbe stato conosciuto come la ‘danza’ o il ‘ballo del sole’. Il resoconto del quotidiano portoghese O Século, pubblicato il 15 ottobre 1917, descrive come il sole sembrasse tremare ed effettuare movimenti bruschi che gli osservatori considerarono straordinari. Lo stesso Santuario di Fatima riporta la testimonianza dell’epoca e stima in circa 70.000 il numero delle persone presenti.
Manuel Fernando Sousa e Silva menziona, tra le altre cose, il nome dell’autore: il giornalista Avelino de Almeida, non credente, nel suo libro della collana Homo Legens intitolato ‘I pastorelli di Fatima’. Inoltre, riporta le testimonianze degli scienziati che si sono recati sul posto. Ricardo Cardoso ha illustrato su Omnes gli aspetti salienti di queste apparizioni, basandosi sui racconti di Suor Lucia (‘Memorie di Suor Lucia”)').
Il fenomeno solare, unito al messaggio della Madonna
Si potrebbe affermare che, a Fatima, il segno, ovvero il fenomeno solare, fosse legato al messaggio della Vergine: preghiera, conversione e penitenza, e in modo del tutto particolare la recita quotidiana del Rosario.
È significativo che il fenomeno sia stato osservato da una folla numerosa. È proprio questa circostanza a spiegare gran parte dell’importanza storica di Fatima. E soprattutto, il fatto che la Madonna avesse promesso più volte che in ottobre avrebbe compiuto un miracolo affinché tutti credessero nell’autenticità delle apparizioni, scrive Sousa.

Guadalupe: i fiori di dicembre e l’immagine sulla tilma
Secondo il tradizione guadalupana, nel dicembre del 1531 la Vergine Maria apparve più volte all’indigeno Juan Diego Cuauhtlatoatzin, oggi canonizzato, sul colle del Tepeyac (Messico). Durante quelle apparizioni, la Vergine gli chiese di recarsi dal vescovo frate Juan de Zumárraga per chiedergli di costruire un tempio in quel luogo e di trasmettere il suo messaggio d’amore. Il vescovo chiese un segno come prova dell’autenticità del messaggio.
Nell'apparizione successiva, la Beata Madre Maria di Guadalupe incaricò Juan Diego di tagliare le rose di Castiglia che erano miracolosamente fiorite sul Tepeyac - cosa impossibile in quell'epoca, in quel dicembre e in quel luogo - e di portarle al vescovo avvolte nella sua tilma.
Quando la dispiegò davanti a frate Juan de Zumárraga, i fiori caddero e sull’abito di Juan Diego rimase impressa in modo prodigioso l’immagine della Vergine Maria, rivelando il suo volto e la sua figura. Di fronte a questo segno, il vescovo credette e ordinò di costruire il tempio richiesto, dando origine alla profonda devozione a Guadalupe in Messico, in tutta l’America e nel mondo.
D'altra parte, esistono numerosi fatti, almeno nove, che gli esperti hanno concluso essere sciientificamente inspiegabili, analizzando l’ayate o tilma dell’indigeno Juan Diego, su cui era impressa l’immagine della Madonna. Queste conclusioni riguardano la tilma stessa e, soprattutto, gli occhi della Madonna.
Lourdes: la fonte che sgorgò dalla roccia
A Lourdes, l’11 febbraio 1858, la Vergine apparve per la prima volta a Bernadette Soubirous nella grotta di Massabielle. Le apparizioni proseguirono fino al 16 luglio e furono diciotto in totale. Nel 1862, il vescovo di Tarbes, monsignor Bertrand-Sévère Laurence, riconobbe ufficialmente l’autenticità delle apparizioni al termine di un’indagine.
Uno dei momenti decisivi ebbe luogo il 25 febbraio. Secondo la testimonianza di Bernadette, la Signora le indicò di bere e di lavarsi in un punto della grotta. La giovane scavò con le mani nel terreno e cominciò a sgorgare acqua. Quella sorgente divenne in seguito uno dei simboli caratteristici di Lourdes e la fonte dell’acqua utilizzata dai pellegrini.
Le guarigioni
Lourdes presenta una caratteristica eccezionale: le guarigioni. Sin dai tempi delle apparizioni sono stati segnalati migliaia di casi di persone che affermano di aver riacquistato la salute dopo essersi recate al santuario. Per studiarli, nel 1883 fu istituito l’Ufficio delle Constatazioni Mediche, proprio con lo scopo di sottoporre le presunte guarigioni a un’indagine medica rigorosa e collegiale.
È importante usare prudenza. Non tutte le guarigioni avvenute a Lourdes sono considerate miracolose dalla Chiesa. Il Santuario riporta attualmente oltre 7.000 casi di guarigione registrati e 70 riconosciuti come miracolosi dalla Chiesa. La procedura prevede che i medici stabiliscano che la guarigione non sia spiegabile con le conoscenze mediche attualmente disponibili e che presenti le caratteristiche richieste per essere considerata straordinaria, duratura e completa. Spetta poi all’autorità ecclesiastica competente pronunciarsi sul suo carattere miracoloso.





