Tutti, che lo sappiano o meno, vivono secondo un credo. Ha convinzioni fondamentali su chi è, da dove viene e dove sta andando; convinzioni che guidano le sue decisioni e danno un senso alla sua esistenza. Il Credo cristiano è proprio questo, ma formulato con precisione e condiviso nella Chiesa: una risposta articolata alle domande più radicali che gli esseri umani possono porsi.
Il Credo è uno dei testi più ripetuti nella storia dell'umanità. Da quasi duemila anni, milioni di cristiani lo recitano durante la liturgia domenicale, al battesimo, sul letto di morte. Non è un testo che si legge: è un testo che si dichiara o si professa. In questa differenza c'è qualcosa di essenziale: il Credo non è un riassunto dottrinale da studiare, ma una dichiarazione pubblica di appartenenza e di fede.
Due crediti
La spiegazione che offriremo non intende fornire una teologia molto profonda - che comporterebbe l'analisi della storia, dell'etimologia delle diverse parti e del contenuto di ogni parola - ma qualcosa di più accessibile: studiando gli articoli del Credo cercheremo di entrare nei misteri della fede, in modo che possano servirci da guida e concentrarci sull'essenziale.
Il Credo è un riferimento molto importante, così come il Catechismo della Chiesa Cattolica, ma con una differenza: il Catechismo è un'opera molto più ampia, mentre il Credo è un compendio. Inoltre, il Credo è molto più antico: è la confessione ufficiale della Chiesa.
In spagnolo lo chiamiamo Credo dalla sua prima parola latina: “Credo in unum Deum”.” -Credo in un solo Dio“. “Credo” significa in latino “credo”.
Nella liturgia usiamo due credi: uno più lungo e uno più breve. Quello più breve è molto venerabile e molto antico, probabilmente risalente al secondo secolo o forse prima. Si chiama Credo degli Apostoli e contiene la dottrina cristiana generale in ordine sparso. È difficile stabilire con esattezza quando sia stato usato per la prima volta, ma la sua antichità si deduce dall'uso e dalla dottrina antica; di solito viene datato alla metà del II secolo o molto prima, a seconda degli autori.
Quella più lunga, invece, ha una datazione perfettamente definita. Ma prima di spiegarlo, è utile capire da dove nascono i credo.
L'origine battesimale del Credo
Il Credo nasce spontaneamente attraverso la cerimonia del battesimo. Nel battesimo si viene battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e la persona da battezzare - soprattutto se adulta - deve essere istruita in anticipo.
Nei primi secoli della Chiesa abbondavano i battesimi degli adulti, in seguito a un processo di catecumenato organizzato e sviluppato dal II al VI secolo. In seguito, quando la popolazione divenne massicciamente cristiana, i battesimi divennero prevalentemente di bambini e questa preparazione o catecumenato si ridusse. Oggi, con la scristianizzazione, abbiamo di nuovo numerose conversioni di adulti.
La struttura del catecumenato seguiva lo schema trinitario: cosa si riferisce al Padre, cosa al Figlio e cosa allo Spirito Santo. Tutti i contenuti fondamentali della fede erano organizzati intorno alle tre persone della Trinità.
Nell'antico catecumenato c'era una cerimonia per la pronuncia del Credo: “Guardate, voi sarete cristiani; vi diamo il Credo da imparare e da recitare”.”. Questo avveniva nelle domeniche di Quaresima, prima della Pasqua, perché i battesimi degli adulti venivano celebrati nella Veglia Pasquale. Una domenica di Quaresima i catecumeni ricevevano il Credo, lo imparavano e la domenica successiva lo recitavano pubblicamente.
Così, le varie Chiese del mondo svilupparono i propri Credo, copiandosi l'un l'altra o sviluppandone di propri. Esistevano molti Credo molto simili, ma con dettagli diversi. Un libro classico su questo argomento è Kelly, Le prime fedi cristiane, che ne elenca alcuni e spiega in dettaglio questa funzione battesimale.
Il lungo Credo: Nicea e Costantinopoli
Il Credo lungo, che utilizziamo oggi, viene composto in due fasi. La prima ha luogo nel 325, al Concilio di Nicea. A quel punto, la Chiesa aveva raggiunto una certa indipendenza: non era più perseguitata ed era riconosciuta come accettabile nell'Impero romano dall'imperatore Costantino, che si era convertito, anche se non fu battezzato fino alla fine della sua vita. In questo clima di pace fu possibile affrontare gravi problemi interni, il più importante dei quali era l'arianesimo: una disputa sulla figura di Gesù Cristo, sul fatto che fosse o meno uguale al Padre. Per risolvere questa questione e formulare una confessione di fede chiara e comune, il Concilio elaborò un Credo non più solo battesimale, ma anche dottrinale.
Nicea è relativamente vicina a Costantinopoli, dall'altra parte del mare. E fu proprio a Costantinopoli che, nel 381, un secondo Concilio completò il Credo, sviluppando la terza parte sullo Spirito Santo, che a Nicea si limitava alla frase: “Credo nello Spirito Santo”.”.
A cosa serve il Credo oggi
È questo lungo Credo che utilizzeremo per esporre i principali contenuti della fede e per dare loro una base teologica. Non che la teologia sia più importante della catechesi, tutt'altro; ma quando si vuole ripensare la fede e avere un'idea ben articolata di ciò che è il cristianesimo, è essenziale ricorrere a queste fonti.
Il Credo, come prima ordinazione della dottrina cristiana, serve come riferimento per chiederci: quali sono i misteri cristiani, come li spieghiamo, quali difficoltà pongono oggi? Questo cammino è stato percorso da molti prima di noi.
L'allora professor Joseph Ratzinger - poi cardinale e quindi papa Benedetto XVI - scrisse il suo Introduzione al cristianesimo come spiegazione della dottrina basata sulle tre parti del Credo. San Tommaso d'Aquino ha lasciato un commento al Credo apostolico. E la prima parte del Catechismo della Chiesa Cattolica - il secondo catechismo universale della storia - è in realtà un lungo commento al Credo, seguito da una spiegazione della liturgia, della morale e della preghiera.
Il Credo non si studia per saperne di più, ma per vivere meglio. Sapere chi è Dio, chi è Cristo, cos'è la Chiesa o cosa significa la vita eterna non sono dati da archiviare: sono convinzioni che trasformano il nostro modo di stare al mondo. Per questo la Chiesa ha sempre messo il Credo in bocca ai fedeli, non nelle loro biblioteche.





