Vaticano

Leone XIV inaugura il Concistoro straordinario con un appello alla sinodalità, alla pace e alla missione

Leone XIV ha ricevuto in Vaticano i cardinali provenienti da tutto il mondo, dove il 26 e il 27 giugno si terrà un Concistoro straordinario.

Paloma López Campos-26 giugno 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Consiglio comunale del 26 gennaio

Papa Leone XIV con alcuni cardinali durante il Concistoro tenutosi nel gennaio 2026 (Foto OSV News / Simone Risoluti, Vatican Media)

In occasione dell’apertura del Consiglio comunale straordinario, che si terrà il 26 e il 27 giugno, il Papa Leone XIV ha presieduto gli incontri di lavoro e una celebrazione eucaristica presso il Collegio Cardinalizio.

Attraverso il suo discorso Dopo la preghiera iniziale e l’omelia, il Pontefice ha esortato i cardinali di tutto il mondo a consolidare una Chiesa sinodale, ad affrontare i conflitti internazionali all’insegna della giustizia e a rafforzare l’annuncio del Vangelo.

Discernimento ecclesiale

Nel suo discorso di benvenuto, il Santo Padre ha ringraziato i cardinali per la loro presenza e ha ribadito il desiderio, già espresso durante il Concistoro dello scorso gennaio, di «lavorare insieme al servizio della Chiesa» attraverso «un dialogo che mi aiuti a servire la missione di tutta la Chiesa».

Leone XIV ha sottolineato che la comunione non è un risultato definitivo, ma una «conversione quotidiana» che si costruisce «più che con parole e documenti, attraverso gesti e atteggiamenti concreti che devono manifestarsi nella nostra vita di tutti i giorni, anche nell’ambito lavorativo».

Ha inoltre ricordato che i pastori non sono «custodi di interessi particolari», bensì «discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fratellanza universale».

Sessioni tematiche

Per strutturare le giornate di lavoro, il Papa ha proposto quattro sessioni tematiche collegate tra loro:

  • Riflessione sul mondo di oggi: un invito a soffermarsi sulla realtà con gli occhi della fede. Ricordando la sua omelia in Piazza di Cibeles da Madrid lo scorso 7 giugno, ha ricordato che «Gesù cammina per le strade, attraversa le piazze, visita i nostri quartieri, abita i luoghi della nostra vita quotidiana, come il Dio vicino che cammina con il suo popolo, come il Signore della storia».
  • Cultura del potere e civiltà dell’amore: uno spazio di discernimento sulle realtà segnate dalla guerra, dalla violenza e dalla polarizzazione. A tal fine, il Pontefice ha proposto come chiave di lettura la sua Enciclica “Magnifica humanitas”, manifestando il proprio interesse a scoprire come queste pagine trovino concretezza nelle diverse chiese locali.
  • Costruzione del bene comune: sessione dedicata ad approfondire il contributo della Chiesa di fronte alle tentazioni di frammentazione. Facendo riferimento al numero 86 della suddetta Enciclica, il Santo Padre ha sottolineato l’importanza di uno stile sinodale improntato a «trasparenza, valutazione e corresponsabilità» nel processo decisionale.
  • Applicazione del Sinodo: un punto per coordinare le riflessioni preliminari. Il Papa ha precisato che «la sinodalità non è innanzitutto un insieme di procedure», ma «un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere». Inoltre, ha smentito che questa via comporti una diminuzione dell’autorità, chiarendo che aiuta a comprenderla come un servizio volto a «custodire la comunione, favorire la partecipazione di tutti e orientare il cammino comune».

Infine, Leone XIV ha chiesto ai cardinali il loro sostegno «forte, esplicito e pubblico», esigendo da loro «libertà», «franchezza» e «lealtà», poiché «un consiglio sincero è sempre un atto di comunione».

Ha inoltre incoraggiato i presenti a lavorare con convinzione all’interno dei gruppi costituiti, riconoscendo che, sebbene non sia la forma consueta di un consiglio pastorale, ciò fa parte del percorso comune di apprendimento della sinodalità.

La vera vite

Durante la celebrazione eucaristica tenutasi presso la tomba di San Pietro, in vista della solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, il Papa ha espresso il suo omelia attorno alla figura evangelica della vera vite. Partendo dalle Sacre Scritture, il Pontefice ha offerto tre indicazioni fondamentali per guidare le deliberazioni del Collegio Cardinalizio:

  • La vera libertà: Leone XIV ha spiegato che il rapporto con Gesù Cristo libera dal peccato e dalla paura, incoraggiando i vescovi in quanto successori degli apostoli. Ha sottolineato che «la Chiesa viva è la Chiesa che crede» grazie al dono dello Spirito Santo, ed ha esortato a rendere testimonianza di questa fede con entusiasmo in tutte le nazioni.
  • La chiave della pace: di fronte alle gravi ferite causate dalle tensioni internazionali e dai conflitti, il Santo Padre ha condannato l’uso della forza: «la guerra non è mai degna dell’uomo e non sarà mai benedetta da Dio», sottolineando che l’intelligenza e la volontà devono prevalere sulle armi ipertecnologiche. Ha definito la pace come un dovere di giustizia che scaturisce dall’unica famiglia umana.
  • La verità di sempre nel contesto attuale: il Papa ha sottolineato che i rapidi cambiamenti culturali richiedono di esprimere «le verità di sempre in un linguaggio che ne permetta di cogliere la perenne novità», citando l’esortazione “Evangelii gaudium” di Francesco. In questa ottica, ha precisato che sia la sinodalità che la collegialità sono espressioni della fraternità cristiana.

Il Pontefice ha concluso il suo intervento ribadendo che l’aiuto richiesto ai cardinali nasce da un atteggiamento di servizio e di supplica, affidando le giornate all’intercessione di san Pietro e san Paolo.

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