Incarnatus Est non è più solo un progetto. Lunedì scorso, 7 settembre, la scuola di formazione umanistica diretta dal filosofo francese Fabrice Hadjadj ha accolto nella sua sede di Boadilla del Monte (Madrid) gli studenti della sua prima classe. La giornata inaugurale è iniziata con una conferenza dello stesso Hadjadj e si è conclusa con la messa presieduta dal vescovo di Getafe, monsignor Ginés García Beltrán, la cui diocesi sostiene istituzionalmente l’iniziativa.
Dalla sua presentazione a Madrid, nel febbraio di quest’anno, all’inaugurazione sono trascorsi appena sette mesi. In questo lasso di tempo, la scuola ha quasi raggiunto la piena capienza delle proprie strutture: oltre trenta studenti, con un’età media di 24 anni. Il profilo è variegato. Ci sono diplomati che cercano un anno di orientamento prima dell’università, laureati in filosofia, ingegneria o architettura che desiderano completare la propria formazione, e anche professionisti che hanno deciso di prendersi una pausa dal lavoro per acquisire una nuova prospettiva.
“La risposta dei candidati è stata entusiasta”, sottolinea Miguel Gabián, uno dei promotori dell’iniziativa. “Gli oltre trenta studenti della prima classe, spagnoli e ispano-americani, dimostrano che esiste una forte domanda per lo studio delle discipline umanistiche, specialmente in un mondo confuso in cui l’intelligenza artificiale sta stravolgendo ogni cosa”.
Una scuola di vita
Per nove mesi, gli allievi vivranno in regime di convitto nella sede della scuola (un antico convento), sul modello dei collegi universitari medievali in cui gli studenti risiedevano insieme al maestro. Il programma combina lo studio della filosofia, della teologia, dell’antropologia, della letteratura e della storia con il teatro, il canto, i lavori manuali, la vita liturgica e l’accompagnamento personale: tre dimensioni – vita intellettuale, spirituale e fraterna – che il progetto concepisce come inseparabili.
A ciò si aggiunge un programma di viaggi e pellegrinaggi che parte dal Cammino di Santiago e prosegue verso Covadonga, Guadalupe o Saragozza. Il motto che accompagna il progetto sin dall’inizio ne riassume l’intento: “Essere una scuola di vita non solo per imparare qualcosa, ma per diventare qualcuno”.
Grazie all’accordo siglato a luglio con l’Università Francisco de Vitoria, gli studenti frequenteranno il Minor in Antropologia filosofica e teologica, un titolo autonomo da 60 ECTS composto da materie del corso di laurea in Lettere e Filosofia. Una volta alla settimana si recheranno al campus dell’UFV per partecipare ad attività accademiche insieme a docenti e studenti di quel corso di laurea.
Il corpo docente di Incarnatus Est comprende, oltre a Hadjadj, Rémi Brague, Salvador Antuñano, Higinio Marín, Juan Manuel de Prada, María Calvo ed Elena Postigo, tra gli altri docenti provenienti da università spagnole e internazionali. Il costo mensile del corso si aggira intorno ai 2.300 euro, comprensivo di retta, alloggio con pensione completa e viaggi; per i candidati con minori disponibilità economiche, la scuola ha istituito un Fondo di sostegno alla formazione finanziato da donatori.
Da Friburgo a Boadilla
A capo della scuola c’è Fabrice Hadjadj, filosofo, scrittore e drammaturgo francese, che per tredici anni ha diretto l’Istituto Philanthropos di Friburgo (Svizzera) e che si è trasferito a Madrid con la sua famiglia per dirigere personalmente il progetto. Incarnatus Est nasce, infatti, dal fascino che il lavoro di Hadjadj presso Philanthropos ha esercitato sui suoi promotori e dal desiderio di piantare quel seme nel mondo ispanico.
Durante la presentazione di febbraio, Hadjadj ha descritto lo spirito della scuola con un’immagine che ha fatto il giro del mondo: “Si parla molto della battaglia culturale. Si schierano soldati davanti al giardino per proteggerlo. Ma, nel frattempo, le piante appassiscono: ciò che vogliamo soprattutto è formare giardinieri della cultura”.
Con l’arrivo dei primi studenti, quell’intuizione comincia a prendere forma nella vita quotidiana della scuola: studiare, convivere, lavorare e pregare insieme.





