Con l’obiettivo di collegare l’ambiente digitale alla vita comunitaria ecclesiale, San José ospita questa settimana la sesta edizione di “Atti 29”. L’incontro riunisce evangelizzatori digitali provenienti da oltre 20 paesi dell’America, dell’Europa e dell’Asia con l’obiettivo di condividere esperienze e doni e di discernere insieme nuovi percorsi di missione nel continente digitale.
“Essere e fare Chiesa”
Questa prima giornata inaugurale ha gettato le basi per quella che sarà un’intensa settimana di lavoro, preghiera e fratellanza. Padre José Juan Montalvo (“Padre Borre”) ha ricordato ai partecipanti che l’esperienza consiste nell“”essere e fare Chiesa“, sottolineando che il contenuto più prezioso che si possa comunicare sui social non è altro che la testimonianza autentica di una comunità che sa amarsi. ”Che questi giorni siano caratterizzati da meno schermi e più sguardi», ha esortato, proponendo di vivere l’incontro attraverso cinque atteggiamenti chiave: cercare, ascoltare, conoscere, incontrare e condividere, lontano da ogni logica di competizione.
Questa comunione si è resa tangibile fin dalle prime ore nella diversità dei partecipanti. L’unità di fede, di spirito e di slancio apostolico si intreccia armoniosamente con la grande varietà di caratteri, interessi e opinioni che confluiscono nell’evangelizzazione su Internet.
Analogamente a come l’unità in Dio sia l’Amore personale infinito — lo Spirito Santo —, tutte le espressioni di unità e diversità sono chiamate ad essere animate dalla carità.
Unità e diversità
Solo grazie a quell'amore soprannaturale, anche i punti di vista opposti e i limiti personali smettono di essere motivo di divisione per diventare una ricchezza condivisa.
Allo stesso modo, la preghiera reciproca, vissuta nell’unità della Chiesa, orienta questi giorni verso l’orizzonte tracciato dal Signore: “Che tutti siano uno; come Tu, Padre, sei in me e io in Te” (Gv 17, 21).
Comunione oltre lo schermo
L’inizio dell’incontro si è concluso con la celebrazione della Santa Messa presieduta da monsignor Daniel Francisco Blanco Méndez, vescovo ausiliare di San José e coordinatore del centro di comunicazione del CELAM. Nella sua omelia, ha messo in guardia dalla tentazione di sostituire Cristo con la propria immagine o con la tirannia delle metriche e dei “like”.
La tecnologia è uno strumento prezioso, ma il fulcro indiscusso rimane Gesù. Partendo da questo presupposto, “Atti 29” dà il via a una settimana decisiva per rinnovare l’impegno a creare comunione e a condurre, al di là dello schermo, all’incontro vivo con il Signore.





