L'imminente Pentecoste, che la Chiesa celebra questa domenica 24 maggio, ha permeato quasi tutte le parole di Papa Leone XIV ai pellegrini di varie lingue. Ma la novità è che il Santo Padre ha iniziato una catechesi sulla Sacra Liturgia, che svilupperà nelle prossime settimane.
“Oggi iniziamo una serie di catechesi sul primo documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium (SC)”, ha detto il Pontefice.
Nel redigere questa Costituzione, “i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma anche condurre la Chiesa a contemplare e approfondire quel legame vivo che la costituisce e la unisce: il mistero di Cristo”.
Armenia, e la preghiera per la pace in Libano e in Medio Oriente.
Era presente all'udienza, in posizione preminente accanto al Santo Padre in Piazza San Pietro, Aram I, Il Papa lo ha ricevuto lunedì in Vaticano, dove è membro della Chiesa apostolica armena di Cilicia.
Oggi Leone XIV ha espresso la speranza che questa visita sia “un ulteriore passo verso la piena unità”.
Il Successore di Pietro ha chiesto di pregare “anche per la pace in Libano e in Medio Oriente, ancora una volta devastati dalla violenza e dalla guerra”.
Inglese, spagnolo, portoghese, polacco...
Nel suo discorso ai fedeli e ai pellegrini di varie lingue, il Papa ha fatto riferimento alla prossima festa di Pentecoste, con varie sfumature. Ai pellegrini di lingua inglese ha detto che “invoca la gioia e la pace di Gesù risorto”. A quelli di lingua spagnola ha invitato a chiedere “allo Spirito Santo di aiutarci a lasciarci formare intensamente dalla liturgia, affinché tutta la nostra vita sia un continuo ringraziamento”.
Ai portoghesi, ha incoraggiato a chiedere “una rinnovata effusione dello Spirito Santo sulla Chiesa”. E ai polacchi ha ricordato che “quarant'anni fa, San Giovanni Paolo II ha pubblicato l'enciclica ‘Dominum et vivificantem’». In essa ricordava che lo Spirito Santo è la ‘Luce dei cuori’ e ci permette di ‘chiamare il bene e il male con il loro nome”".
Etica nello sport: il vero obiettivo, il rispetto per l'avversario
Il Papa ha anche salutato, in italiano, il movimento dell'etica nello sport. Ha detto loro: “Avete una nobile missione, quella di custodire l'anima dello sport. Ricordate che il vero obiettivo non è la vittoria materiale, ma il rispetto per gli avversari, il fair play e l'inclusione di tutti”.
Nella santa liturgia, con la potenza dello Spirito, Egli continua ad agire
Nella catechesi di la Corte di giustizia, Il Papa ha esordito dicendo che la liturgia “tocca il cuore stesso di questo mistero (il mistero di Cristo). Essa è al tempo stesso lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la sua stessa vita. Nella liturgia, infatti, «si compie l'opera della nostra redenzione» (SC, 2), che ci rende una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, il popolo di Dio (cfr. 1Pt 2,9).
Cristo stesso è il principio interno del mistero della Chiesa, il popolo santo di Dio, nato dal suo fianco trafitto sulla croce, ha proseguito il Papa. “Nella santa liturgia, con la forza del suo Spirito, egli continua ad agire. Santifica e associa la Chiesa, sua sposa, alla sua offerta al Padre. Esercita il suo sacerdozio assolutamente unico, Lui che è presente nella Parola proclamata, nei sacramenti, nei ministri che celebrano, nella comunità riunita e, in sommo grado, nell'Eucaristia (cfr. SC, 7)”.
Nell'Eucaristia, la Chiesa diventa ciò che riceve.
Qui ha citato Sant'Agostino, il quale ha scritto che, celebrando l'Eucaristia, la Chiesa “riceve il Corpo del Signore e diventa ciò che riceve”: diventa il Corpo di Cristo, “dimora di Dio nello Spirito” (Ef 2,22). Questa è “l'opera della nostra redenzione”, che ci configura a Cristo e ci edifica nella comunione.
La ritualità della Chiesa esprime la sua fede - secondo il famoso detto lex orandi, lex credendi - ha continuato Leone XIV. E allo stesso tempo, “dà forma all'identità ecclesiale: la Parola proclamata, la celebrazione del Sacramento, i gesti, i silenzi, lo spazio, tutto rappresenta e dà forma al popolo chiamato dal Padre, Corpo di Cristo, Tempio dello Spirito Santo”. Ogni celebrazione diventa così una vera epifania della Chiesa in preghiera, come ricordava San Giovanni Paolo II".
Cari amici, ha incoraggiato il Papa, “lasciamoci plasmare interiormente dai riti, dai simboli, dai gesti e, soprattutto, dalla presenza viva di Cristo in la liturgia, Avremo modo di approfondire questo aspetto nelle prossime catechesi”.





