In occasione del centenario dell'Opus Dei, quattro professori universitari spagnoli di riconosciuto prestigio, coordinati dal vicedirettore dell'Istituto Storico San Josemaría di Roma, Federico Requena, ci offrono un bilancio della storiografia dell'Opus Dei. L'argomento è talmente importante che, grazie ai quattro ampi lavori forniti, il lettore ha la convinzione di aver assistito a un'autentica lezione magistrale di Storia con la "H" maiuscola, di lavoro storico e di interpretazione di dati e istituzioni, sia nella società civile che in quella ecclesiastica.
È un commento unanime tra le persone al di fuori del campo della storia che i lettori istruiti apprezzino di questo volume di aver imparato molto sulle idee religiose, politiche e culturali della Spagna del XX e XXI secolo.
È logico che la storia recente impieghi molto tempo a dispiegarsi con sufficiente chiarezza davanti agli occhi degli storici, poiché gli archivi aperti sono ancora pochi e le memorie abbondano, sempre profondamente soggettive, come lo erano le cronache dei re nell'antichità.
La «grande narrazione» costruita con intento malevolo
La prima opera, di Jaume Aurell, analizza come la «grande storia dell'Opus Dei» sia stata costruita con pessime intenzioni da alcuni ecclesiastici e politici alla fine della guerra civile, quando si stavano assestando le posizioni di dominio in ambito politico ed ecclesiastico, in quello strano matrimonio tra il trono e l'altare che ha causato tanti danni a un Paese che aspirava a ricostruirsi e a prendere il polso della democrazia europea.
Il lavoro di questo professore catalano è particolarmente importante perché rivela con profondità e chiarezza un problema che richiederà tempo per essere risolto nella coscienza dei nostri cittadini. Seminato fin dagli anni '40, l'equivoco è stato approfondito fin dai primi giorni della Transizione dagli stessi gruppi di potere che si sono metamorfosati e mantenuti sia in ambito civile che ecclesiastico. I fedeli e i politici che appartenevano all'Opus Dei non hanno mai agito come un gruppo organizzato.
Il confronto con la «grande storia del XIX secolo», che per anni ha distorto l'immagine del governo di Carlos III e l'emergere del primo liberalismo nelle Cortes de Cádiz del 1812, ha appena trovato risposta nella recente biografia di Jovellanos, pubblicata nell'ambito della raccolta di eminenti spagnoli diretta da Javier Gomá, Juan Pablo Fusi e Ricardo García Cárcel.
Accoglienza nei libri di testo di storia
Lo straordinario e paziente lavoro di Pablo Pérez, professore di storia all'Università di Valladolid e attualmente all'Università di Navarra, esamina la ricezione dell'Opus Dei nei manuali di storia civile e nei principali studi realizzati in Spagna e in altri Paesi. La sua lettura ci permette di conoscere aspetti rilevanti della storiografia spagnola dal XX secolo a oggi, così come di altri Paesi in Europa, Stati Uniti e Canada.
Di particolare interesse è la revisione della svolta di grandi storici come Santos Juliá nella sua monumentale opera sulla Transizione politica spagnola. La pubblicazione di documenti seri e l'apertura di archivi lo hanno portato, alla fine della sua vita, a offrire una versione dell'Opus Dei molto più rigorosa e documentata di quanto molti altri non abbiano voluto o potuto fare.
L'Opus Dei nella storia della Chiesa
Il lavoro di Santiago Casas, professore di Storia della Chiesa presso la Facoltà di Teologia dell'Università di Navarra, studia la presenza dell'Opus Dei nei manuali di Storia della Chiesa, soprattutto in quelli più recenti. Questi sono certamente molto meno numerosi di quelli di ambito civile, anche al di fuori della Spagna e dell'Europa.
Questa sezione mostra chiaramente la mancanza di studi sulla figura teologica e giuridica dell'Opus Dei al di fuori dell'istituzione stessa. Si prevede che, una volta approfondita la ricezione del Concilio Vaticano II e il fenomeno della contestazione negli archivi del pontificato di Pio XII, sarà possibile comprendere meglio l'azione delle istituzioni della Chiesa in quel periodo e in quello più recente.
Le fonti originali, fondamentali per lo storico
L'ultimo lavoro del volume è di Julio Montero, professore di Storia della comunicazione, che si concentra sulla bibliografia sulla storia dell'Opus Dei utilizzata dagli autori della prima storia istituzionale dell'Opera.
Questa sezione può sembrare di scarso interesse per il lettore comune, ma è di capitale importanza per lo storico, poiché offre la possibilità di scoprire le fonti originali su cui si basano queste storie e di utilizzarle per approfondire la conoscenza dell'Opus Dei: i suoi obiettivi, i suoi problemi, le sue difficoltà e i suoi successi in tutto il mondo, nonché il contesto in cui tutto ciò si è svolto.
Con senso dell'umorismo, il professor Montero avvicina il lettore contemporaneo alla vera storia dell'Opus Dei e aiuta a comprendere meglio l'istituzione, anche per chi è già fedele alla Prelatura, grazie alla sua conoscenza dei contesti e dei problemi del tempo in cui viviamo. L'autore stesso riassume con precisione la portata del suo lavoro: il pubblico principalmente interessato alle pubblicazioni sull'Opus Dei è costituito dai suoi membri e da coloro che sono vicini alle sue attività apostoliche.
Storia dell'Opus Dei. Cento anni di vita attraverso la sua storiografia





