Nel XII secolo si verificò in Francia una rivoluzione di portata e impatto pari a quella del 1789 o del 1968, chiamata rivoluzione dell“”amor cortese". A promuoverla fu Maria di Francia, una nobildonna francese di cui abbiamo poche informazioni, ma che era dotata di una grande coscienza poetica e godeva della protezione della vita di corte e della famiglia reale, all'epoca essenziale.
Come dimostrano la sua vita e i suoi scritti, ella avrebbe, in una certa misura, rotto con le leggi e i costumi del tempo con un insolito femminismo antropologico (21). Gli autori sottolineano, senza dubbio esagerando, che avrebbe proposto in un certo modo quello che Giovanni Paolo II ha chiamato nella sua famosa teologia del corpo “l'amore della donazione” (30) e, inoltre, lo avrebbe fatto in vernacolo, con il quale avrebbe raggiunto immediatamente tutta la società francese del suo tempo (39).
Amore romantico basato sulla libertà
È molto interessante che ciò che, secondo questa autrice, costruirà solidamente la vera famiglia - quella che dura da sempre, quella che funziona, quella che costruisce una casa luminosa e gioiosa - sia l'amore romantico, cioè quello sostenuto dalla libertà (50). Come afferma Marie de France: “vivere d'amore è indispensabile”. Per questo sottolinea: “non c'è alcun diritto di essere amati in cambio dell'amore, e amare è in ogni caso un privilegio. Dobbiamo essere grati a coloro che sono capaci di risvegliare in noi un sentimento così alto e proficuo” (84).
Questo è molto simile a quanto afferma San Giovanni Paolo II all'inizio delle sue ampie e continue catechesi che sarebbero poi confluite nel corpo magisteriale della teologia del corpo: “bisogna innamorarsi dell'amore”.
Ci spiegherà poi in modo significativo: “Quando una sorgente sgorga, colui che calcola l'acqua che può dare, che costruisce una diga, che intende sfruttare il flusso, non è un amante, ma un ingegnere. L'amante deve concentrarsi sullo sforzo di far sì che l'acqua della sorgente rimanga sempre cristallina” (84).
Nobiltà di spirito contro sottomissione
Lo sfogo femminile comparirà molte volte in quest'opera. Ad esempio, quando compare la parola sottomissione: l'amore richiede nobiltà d'animo (87) e, soprattutto, conquista quotidiana, amore quotidiano (89). Questo è molto importante, perché chi si considera prigioniero cercherà sempre e costantemente di fuggire (90). Infatti, la gelosia “cerca di spingersi nell'abisso” (91). Mentre chi ama non cercherà mai il male dell'amato (91).
Certo, all'epoca la responsabilità dei figli era in primo luogo della donna, ma non sempre e in ogni momento (99), perché “la legge dell'amore”, che si potrebbe tradurre come la soluzione a tutti i problemi è amare (115), verrà sempre prima. Inoltre: “solo l'amore palpitante è interessante” (120).
Le dodici regole per non disinnamorarsi
Logicamente, vale la pena ricordare, come fa Marie de France, che l“”amor cortese" non è un diritto, ma qualcosa da conquistare continuamente, perché il vero amore, quello che dura e cresce, non è compatibile con l'assuefazione o con il chiedere conto (121).
La più eclatante delle “dodici regole dell'amore” (129) che l'autore di quest'opera scopre è la sovrabbondanza. La sintesi, quindi, è che bisogna esercitare le virtù, tutte e ciascuna: la generosità, la magnanimità, il romanticismo, il rispetto della libertà, e in questo modo l'amore può sempre offrirsi all'amore senza essere invasivo e, inoltre, sempre con il segreto dell'amore nascente.
Infatti, il male è definito come l'assenza del bene dovuto; pertanto, le regole dell'amore si oppongono alle regole dell'assenza di amore, come l'egoismo, la superficialità, la corporalità o il tradimento: la freddezza affettiva (132).
Il celibato apostolico si riflette nel dialogo di Gesù con la Samaritana (Gv 4,4-42), quando il Signore le dice: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che ti chiede di darmi da bere‘. Infatti, il nostro autore ci dice: ’Consiste nell'anteporre l'amore soprannaturale a quello naturale” (137).
Un dono democratico e generoso
Marie de France riassumerà ancora la questione con queste parole: “amare è prima di tutto una religione, prima di tutto è necessaria la fede”; e poi aggiungerà: “l'amore è democratico e trasversale, è un'opportunità concessa veramente a tutti. Infatti, né la malattia, né l'imperfezione fisica, né la povertà, né l'origine impediscono di essere amati, ma solo il fatto di mancare di nobiltà d'animo (...). È un allenamento costante a dare piuttosto che a ricevere (...) Solo chi è potente per eccesso di generosità riceverà l'amore che dà. L'amante non solo deve dare, ma deve dare a piene mani, senza tener conto di ciò che ha dato e senza aspettarsi nulla in cambio; altrimenti non è amore, ma vile baratto mercantile” (140).
Interessanti, come nelle catechesi di San Giovanni Paolo II sulla “teologia del corpo”, sono i continui riferimenti al “Cantico dei Cantici”, un libro della Sacra Scrittura che dovrebbe essere letto dagli sposi e da coloro che desiderano progredire e maturare nel loro amore per Dio e per gli altri.
Il contesto culturale e la realtà delle donne
L'ultima parte dell'opera contiene vari testi dell'epoca che fanno riferimento ai libri cavallereschi e altre glosse sulle vite dei grandi re e nobili del tempo, come Carlo Magno, Alcuino di York ed Eginardo (180-181). Vi sono anche ampi riferimenti alle scuole palatine e cattedrali, veri centri del sapere dell'epoca.
Infine, bisogna fare riferimento alla durezza della vita a cui erano sottoposte le donne, sempre esposte a continui stupri, rapimenti, violenze e duelli d'onore. Per questo Maria de Francia scrive a proposito della storia di Lanzarote e Ginevra: “una donna si innamora sempre dell'uomo che la salva da stupri e abusi, perché non è possibile per una donna proteggersi in un mondo di uomini armati”. La canzone di Roland è scritta da un uomo con lo scopo di convincere gli uomini ad andare in guerra" (180-181).
Concludiamo con un breve accenno al mondo delle reliquie, segno della fede nella preghiera e dell'abbondanza della superstizione (199).
La rivoluzione dell'amore cortese. Maria di Francia e la nascita del femminismo medievale.





