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Qual è l'origine dell'Angelus?

Nato al suono delle campane medievali, l’Angelus ha preso forma nel corso dei secoli fino a diventare una delle preghiere mariane più diffuse nella Chiesa.

Teresa Aguado Peña-8 settembre 2026-Tempo di lettura: 4 minuti
Angelus

Una folla si raduna in Piazza San Pietro per ascoltare il discorso dell’Angelus di Papa Leone XIV il 23 agosto 2026. ©OSV

Ogni domenica, a mezzogiorno, il Papa si affaccia alla finestra del Palazzo Apostolico per recitare l’Angelus con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro. È una scena che è diventata una delle immagini più riconoscibili della vita della Chiesa. Ma da dove proviene questa preghiera che, nel corso dei secoli, ha scandito il ritmo della giornata dei cristiani? La sua storia ha inizio nel Medioevo, al rintocco delle campane di monasteri e conventi, e ha preso forma poco a poco fino a diventare la preghiera che conosciamo oggi.

L’Angelus è una devozione cattolica che commemora l’Annunciazione e l’Incarnazione di Gesù Cristo, ricordando in particolare il momento descritto nel brano evangelico in cui l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria la Buona Novella. Il suo nome deriva quindi dalle prime parole con cui inizia la preghiera in latino, L'Angelus Domini fu annunciato a Maria («L’angelo del Signore annunciò a Maria»).

Origini monastiche e il fascino del tramonto

Il primo precedente si riscontra nelle comunità monastiche dell’Alto Medioevo, dove le campane suonavano per recitare la seconda preghiera, dopo le Compiete (parte della Liturgia delle Ore). Nel XIII secolo iniziò a diffondersi l’usanza di recitare tre Ave Maria al rintocco della campana del pomeriggio. I francescani ebbero un ruolo importante nella diffusione di questa pratica. Intorno all’epoca di san Bonaventura, il Capitolo Generale dell’ordine, tenutosi nel 1269, raccomandò questa preghiera al suono della campana serale.

Questa devozione era legata al mistero dell’Incarnazione, poiché le tre Ave Maria invitavano a ricordare l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria. Questa pratica serale si diffuse progressivamente in Europa nel corso del XIII e XIV secolo. La documentazione permette di affermare che nella prima metà del XIV secolo era già un’usanza ampiamente diffusa.

Dal pomeriggio alla mattina e a mezzogiorno

Ben presto questa usanza si estese anche ad altri momenti della giornata. Nel corso del XIV secolo iniziò a diffondersi anche il rintocco della campana al mattino, accompagnato da tre Ave Maria. Uno dei primi riferimenti si trova in una cronaca di Parma del 1318. In questo modo, la preghiera acquisì progressivamente quel ritmo che scandiva l’inizio e la fine della giornata.

Il mezzogiorno fu introdotto in un secondo momento. Nel XV secolo iniziò a diffondersi in Francia il rintocco delle campane a quest’ora, legato sia alla memoria della Passione di Cristo sia alla richiesta di pace e protezione. Nel 1456, di fronte alla minaccia dell'invasione ottomana, papa Callisto III emanò una bolla con cui incoraggiava i cristiani a pregare a mezzogiorno al suono delle campane, implorando così la pace e la protezione divina. L'usanza si diffuse in seguito in diverse località d'Europa.

In questo modo i tre momenti della giornata furono associati alla preghiera mariana: mattina, mezzogiorno e pomeriggio. Tuttavia, l’Angelus non aveva ancora la struttura esatta che conosciamo oggi.

La preghiera assume la sua forma attuale

Anche la forma definitiva è stata il risultato di un processo graduale. Il primo documento conosciuto che riporta la struttura dell’Angelus così come viene recitato oggi compare in un catechismo veneziano del 1560, con i tre versetti biblici, le relative risposte, le Ave Maria e la preghiera finale.

Nel 1571, Papa San Pio V inserì l’Angelus nel “Piccolo Ufficio di Nostra Signora” (devozione liturgica alla Vergine Maria). Successivamente, Benedetto XIII, nel 1724, contribuì in modo decisivo alla sua diffusione universale concedendo indulgenze a coloro che lo recitavano, con la pubblicazione del documento “Iniunctae nobis”.

La pratica continuò ad evolversi. Nel 1742, Benedetto XIV stabilì che durante il periodo pasquale l’Angelus fosse sostituito dal Regina coeli, mantenendo gli stessi momenti tradizionali di preghiera. Infine, nel 1815, Papa Pio VII aggiunse la recita di tre Gloria alla fine del Angelus in segno di ringraziamento per i doni che la Santissima Trinità ha concesso alla Vergine. Quest’ultima usanza è più diffusa in Italia.

L'Angelus di oggi

L'Angelus veniva recitato tre volte al giorno: al mattino, a mezzogiorno e nel pomeriggio. Attualmente l'usanza più diffusa tra i fedeli è quella di recitarlo a mezzogiorno.

Come diceva Giovanni Paolo II, questa preghiera «invita a meditare sul mistero dell’Incarnazione, incoraggiando il cristiano a prendere Maria come punto di riferimento nei vari momenti della sua giornata per imitarla nella sua disponibilità a realizzare il piano divino di salvezza».

Anche san Josemaría seguiva questa usanza. Così lo raccontava Álvaro del Portillo in Intervista sul fondatore dell’Opus Dei: “Finita la lettura dell’e-mail, recitava l’Angelus a mezzogiorno. Era un momento importante della sua giornata, perché oltre a essere un colloquio filiale con la Vergine, segnava il momento in cui la sua devozione eucaristica cambiava di segno: fino a quel momento aveva trascorso la mattinata rendendo grazie a Dio per la Messa che aveva celebrato; a partire dall’Angelus cominciava a prepararsi per la Messa che avrebbe celebrato il giorno seguente».

Perché i cristiani recitano l’Angelus?

L’Angelus conduce il cristiano al momento centrale dell’Annunciazione, quando Maria accoglie l’annuncio dell’arcangelo Gabriele e risponde con il suo «sì» al piano di salvezza di Dio. Grazie alla sua obbedienza, il Figlio di Dio si incarna e ha inizio l’opera della Redenzione.

Recitare l’Angelus significa, quindi, ricordare il mistero dell’Incarnazione e unirsi al «sì» di Maria, imparando da lei ad accogliere con fiducia la volontà di Dio. È anche un’occasione per ricorrere alla sua intercessione e vivere la comunione dei santi con tanti cristiani che elevano questa preghiera ogni giorno.

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