Il potere dell'immaginazione

Dobbiamo fare in modo che l’immaginazione smetta di distrarci e di essere complice delle nostre paure, e che ci aiuti invece a vivere il presente con maggiore gioia.

11 luglio 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Immaginazione

(Unsplash / Nishant Jain)

Santa Teresa d’Avila diceva che l’immaginazione è la pazza di casa e che nessuno riesce a tenerla a freno. Forse questa è una delle idee più note delle “Dimore del Castello Interiore” e di tutta la sua opera. Tuttavia, santa Teresa riconosceva che, sebbene la immaginazione può distrarci, ma può anche aiutarci nella preghiera. Se ben utilizzata, l’immaginazione può diventare una via verso la contemplazione, l’empatia e l’amore. Nel “Cammino di perfezione” scriveva: “Rappresentate il Signore stesso insieme a voi” e anche, in una delle sue poesie: “Io guardo il mio Amato e il mio Amato guarda me; Egli si prende cura delle mie cose e io delle sue”, compiti che evidentemente richiedono immaginazione.

L'importanza dell'immaginazione

Alcuni filosofi hanno sottolineato l’importanza di quella capacità cognitiva che non solo genera fantasie, ma funge da mediatore tra la sensibilità e l’intelligenza. Leonardo Polo affermava, ad esempio, che ciò che ci distingue dagli animali non è solo l’intelligenza, ma anche l’immaginazione, che ci permette di ricordare, anticipare, dare continuità all’esperienza e preparare l’astrazione intellettuale. Non solo, ma l’immaginazione può anche essere allenata e possiamo quindi orientarla verso cose positive, come l’arte o la scienza.

Come affermava il filosofo statunitense Charles S. Peirce, non esiste scienza alcuna che non sia preceduta da un “gioco piuttosto sfrenato dell’immaginazione”. In generale, non possiamo progredire nella conoscenza senza l’immaginazione, che è proprio ciò che ci presenta possibili ipotesi innovative. “Il ragionamento completo e tutto ciò che ci rende esseri intellettuali si svolge nell’immaginazione”, afferma Peirce.

Ma c'è molto di più. L'immaginazione è fondamentale anche per le nostre relazioni sociali: ci aiuta a metterci nei panni degli altri, a cercare la verità, a ideare possibili soluzioni, a esplorare diversi modi di agire, a dare un senso a ciò che facciamo e a sviluppare nuove abitudini.

Saper orientare la nostra mente

L’immaginazione, quindi, non va né repressa né denigrata. Bisogna semplicemente indirizzarla nel modo giusto affinché smetta di presentarci tutte le disgrazie e le calamità che incombono su di noi, affinché non continui a girare in tondo in modo estenuante, chiedendosi: «Cosa succederà se mi ammalo e non posso andare, se il mio ragazzo mi lascia o se semplicemente perdo l’aereo che devo prendere all’alba?».

Dobbiamo fare in modo che l’immaginazione smetta di distrarci e di essere alleata delle nostre paure, e che ci aiuti invece a vivere il presente in modo più gioioso. Perché è vero che la vita quotidiana può diventare difficile: dobbiamo destreggiarci tra mille impegni e adempiere al meglio ai nostri ruoli di madri o padri, figli, lavoratori, studenti, amici, cittadini e a tante, tantissime faccende, alcune controcorrente, altre piacevoli, ma spesso faticose.

Le piccole cose potrebbero non essere poi così piccole. Sopravvivere a una giornata qualsiasi a volte può rivelarsi più difficile che sbarcare sulla spiaggia di Omaha o scalare l’Everest. Ed è qui che entra in gioco la nostra immaginazione. Insegniamole che, invece di dirci «non ce la posso fare», ci aiuti a impugnare il fucile, il piccone e la piccozza.

Resistere in trincea

Quanto mi ha fatto bene quel sacerdote che mi diceva quando ero giovane: “Sei una valchiria, una guerriera cinese, un’autentica samurai, ce la farai con tutto”. Da lui ho imparato a risvegliare la mia immaginazione, perché è proprio lei che ci aiuta a resistere nelle trincee, mentre gli aerei nemici ci sorvolano. Ci sostiene per resistere meglio di un marine finché le onde non si placano. Tagli la testa al drago. Resisti nella città assediata. Cadi e ti rialzi. Ti adatti alle steppe siberiane con un po’ di vodka.

La vita spesso è così: non è certo una passeggiata tra i girasoli. Ci sono molti giorni grigi e situazioni che apparentemente ci travolgono, ma questo non significa che bisogna lamentarsi e tanto meno arrendersi.

A volte la vita assomiglia piuttosto a una spedizione in Antartide con i piedi congelati, vestiti con pelli che non riescono a scacciare il freddo dalle ossa, tra crepacci, valanghe, notti perpetue o che almeno così sembrano, con la nave intrappolata tra i ghiacci, con cibo ormai avariato e carne di foca come unico sostentamento, con bufere di neve e cumuli di ghiaccio e con un inverno così profondo che nemmeno i pinguini vengono a trovarti. All’improvviso, però, ci sono piccole tregue e il tuo cuore stanco trova conforto. Per qualche istante spicchi il volo, leggero, e vedi l’Antartide dall’alto, a volo d’uccello, tra i ghiacci.

Si tratta di andare avanti. Tutto qui. Nessuno ha detto che fosse facile. A volte non senti più i piedi, ma il cuore batte ancora e pompa. La vita, senza dubbio, non è fatta per i codardi e l’immaginazione ce lo ricorda. Ci permette di anticipare, interpretare e scoprire nuovi significati nell’esperienza. Grazie a lei, vedremo che si può fare e festeggeremo. Scenderemo in strada perché, in qualche modo, ogni giorno sarà il giorno della vittoria. Sopravviveremo. E salveremo anche il mondo.

L'autoreSara Barrena

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