Questo ottobre ricorre il centenario della Giornata Missionaria Mondiale. Nel 1926, Pio XI istituì la penultima domenica di ottobre come domenica in cui tutti i battezzati avrebbero pregato per l'opera missionaria della Chiesa e sarebbe stato creato un fondo comune per aiutare i territori in cui il suo cammino stava iniziando. Da allora, senza interruzione, i cristiani sono diventati missionari con coloro che sono stati inviati ad evangelizzare il mondo, accompagnandoli con le nostre preghiere, l'offerta dei nostri sacrifici e il nostro sostegno finanziario… Ecco perché, nel Pontificie Opere Missionarie Da tutto il mondo, celebriamo il nostro compleanno: vogliamo condividere con tutti i credenti la gioia di sapere di essere missionari, collaborando all'opera di evangelizzazione che si sta svolgendo in tutto il mondo!
Ci sono alcuni fatti davvero sorprendenti, che difficilmente potremmo immaginare. Ad esempio, in questi cento anni di storia di DOMUND, La Chiesa è cresciuta così tanto nei luoghi in cui operano i nostri missionari che è come se, in ognuno di questi cento anni, ogni giorno venissero battezzate 9.000 persone, ogni giorno venisse costruita una nuova parrocchia, ogni giorno venissero ordinati due sacerdoti o consacrate cinque suore. Ecco come è cresciuta la Chiesa in quei luoghi. I cattolici sono passati dall'essere l'1,68% della popolazione all'8,60%.
Papa Pio XI istituì questa Giornata Mondiale con grande lungimiranza: voleva che tutti i battezzati comprendessero che la missione non è un compito affidato a pochi, ma a coloro che hanno ricevuto da Dio la vocazione missionaria. ad gentes, ma di tutti i battezzati, giovani e anziani, sani e malati, laici e religiosi. Ciascuno, secondo la propria vocazione, dovrebbe sentire la gioia di partecipare all'opera evangelizzatrice che la Chiesa compie in tutto il mondo. Alcuni, come Teresa di Lisieux, collaboreranno con la preghiera e il sacrificio; altri, come Francesco Saverio, con la disponibilità ad essere inviati dalla Chiesa in un luogo lontano; altri, come Guido Maria Conforti, promuovendo la vocazione missionaria dei giovani; altri, come Paolo Manna, incoraggiando i sacerdoti a promuovere la missione nelle loro parrocchie; e altri, come Paolina Jaricot, facendo conoscere la vita missionaria tra i cristiani e motivandoli ad assumersi questa responsabilità e a sostenere finanziariamente l'opera di evangelizzazione.
Pio XI desiderava un rinnovamento missionario all'interno della Chiesa. Potremmo dire, per usare le parole del compianto Papa Francesco, che sognava una Chiesa “che va avanti”:“Sogno un'opzione missionaria capace di trasformare ogni cosa, in modo che costumi, stili, orari, linguaggio e tutte le strutture ecclesiali diventino un canale adatto all'evangelizzazione del mondo di oggi, anziché all'autoconservazione." (Evangelii gaudium, 27).
Anche in Spagna celebriamo un altro centenario. Nel 1926, il Papa nominò il primo Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie. Si trattava di un sacerdote della diocesi di Vitoria che non aveva mai svolto una missione, ma era profondamente colpito dall'inestimabile lavoro dei missionari: Ángel Sagarmínaga. Fu proprio lui, infatti, a coniare nel 1943 l'acronimo DOMUND, abbreviazione di Giornata Missionaria Mondiale. A lui dobbiamo gran parte dello spirito missionario che la Chiesa in Spagna ha vissuto in questi cento anni. Fu lui la forza trainante che spinse i sacerdoti diocesani spagnoli a diventare entusiasti ambasciatori della missione in tutto il mondo.
Per il centenario della Giornata Missionaria Mondiale, il Santo Padre Leone XIV ha scelto il motto: “Uniti in Cristo, uniti nella missione”Ed è proprio questo che desideriamo sperimentare: la Chiesa, come una grande famiglia unita dalla fede e dalla carità, porta il messaggio di Cristo a tutti gli uomini del mondo, per rendere possibile il loro incontro con il Salvatore. Il missionario non è semplicemente un riformatore di strutture e un promotore di sviluppo. È un uomo o una donna di Dio, innamorato/a del Signore, che desidera essere una cosa sola con Colui che lo/la ha chiamato/a e inviato/a ad annunciare la Buona Novella, il prezioso messaggio di salvezza. E lo fa unito/a a tutti noi che, dalle nostre vite ordinarie, ci sentiamo partecipi della sua missione, ne accogliamo il ministero e ci rallegriamo di essere parte dell'immensa opera evangelizzatrice della Chiesa.
Ed è opportuno ricordare anche che “Questa missione è ancora nelle sue fasi iniziali e dobbiamo dedicarci con tutte le nostre energie al suo servizio." (Redemptoris Missio, 1) San Giovanni Paolo II lo disse nel 1990, più di trent'anni fa… e le sue parole sono ancora attuali! Non permettiamo che l'entusiasmo per la missione si perda in Spagna!
Leone XIV continua a incoraggiarci ad essere missionari qui e ora, ma anche ad unirci a coloro che sono stati inviati in missione. Perciò ci invita a continuare “nutrire e formare la coscienza missionaria dei fedeli, dai più giovani ai più anziani, promuovendo una rete di preghiera e di carità che unisca tutte le comunità del mondo.”(Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale 2026).





