A giudicare dallo slogan (“Alzate gli occhi”) e dal logo della Visita pastorale di Leone XIV in Spagna, il messaggio che vuole trasmettere ruota intorno alla bellezza, unità e accettazione. D'altra parte, in Spagna, come in molti altri Paesi e ambienti, viviamo in tempi di polarizzazione e conflitto, che possono scoraggiare chi cerca di condividere la propria fede. In questo contesto, abbiamo intervistato il prof. Ramiro Pellitero, docente di Teologia pastorale all'Università di Barcellona. Università di Navarra.
Come possiamo intendere l'evangelizzazione (l'annuncio della fede cristiana) oggi, in modo che diventi una fonte di luce e non di controversia?
- Una chiave è capire che il evangelizzazione non è una semplice trasmissione di informazioni intellettuali o una discussione di idee, ma un incontro vivo con la persona di Gesù Cristo, che trasforma l'esistenza umana.
Di fronte ai conflitti, il discernimento ecclesiale funge da bussola per leggere i «segni dei tempi» e portare avanti l'annuncio della fede, tenendo conto della realtà concreta delle persone e delle culture.
Per evangelizzare il mondo in modo autentico, la Chiesa nel suo insieme e ciascuno di noi deve innanzitutto lasciarsi evangelizzare continuamente dallo Spirito Santo.
Di fronte alle sfide sociali o alle divisioni interne, che ruolo ha il discernimento di cui parla?
- Il discernimento ecclesiale non è una tecnica organizzativa, ma una pratica spirituale condivisa che permette a qualsiasi comunità cristiana (sia essa una famiglia, una scuola o una parrocchia) di riconoscere ciò che lo Spirito dice in relazione ai problemi o ai progetti che si presentano. Può essere visto come un esercizio cristiano della classica virtù di cautela, nel suo vero significato di guida all'azione.
In una Chiesa sinodale, questo dialogo aiuta a interpretare la vita e la realtà umana alla luce del “kerygma” (l'annuncio di Cristo), aiutando a prendere decisioni che guidano realmente la missione.
Quali atteggiamenti personali potrebbero aiutare a ridurre la tensione in ambienti così polarizzati?
- Sono necessari atteggiamenti fondamentali come l'umiltà per la conversione personale e una sincera disponibilità all'ascolto. Dobbiamo innanzitutto ascoltare Dio nel preghiera e la Chiesa nel suo magistero, è anche fondamentale ascoltare noi stessi e gli altri.
Questa «pedagogia del discernimento» ci ricorda che Dio comunica con noi gradualmente, con quella che i Padri della Chiesa chiamano «condiscendenza» divina, adattandosi alle nostre capacità umane.
Ci sono persone che si sentono estranee alla Chiesa perché la vedono come un insieme di regole rigide. Come possiamo mostrare loro che il messaggio del Vangelo è verità e amore, e che richiede la vicinanza alle persone?
- Assolutamente! Dobbiamo privilegiare la «via della bellezza» (Via Pulchritudinis). L'educazione alla fede è efficace quando attrae il cuore umano mostrando la luminosità e la bontà della verità cristiana. Inoltre, occorre superare la dicotomia tra dottrina e vita, riconoscendo che l'esistenza quotidiana è un «luogo teologico» dove Dio continua a parlare, attraverso gli eventi della vita e della preghiera, anche con l'aiuto dei criteri luminosi della tradizione ecclesiale e del linguaggio della fede.
Una formazione di tipo catecumenale, come si faceva nei primi secoli (cioè in stile iniziatico), non solo istruisce la mente, ma aiuta anche a maturare l'identità e il senso di appartenenza.
Nell'ambiente digitale, dove le discussioni sono talvolta aggressive, come possiamo essere annunciatori di pace?
- La cultura digitale è un nuovo «areopago» che ci sfida a essere comunicatori di fede. In questa comunicazione, il primato è dato alla testimonianza (“martyria”), che è più eloquente delle parole e può essere offerta nel mezzo delle attività quotidiane, senza l'atteggiamento della lezione, attraverso l'amicizia e i compiti culturali e sociali, con serenità e senso positivo.
San Paolo VI disse notoriamente: “L'uomo contemporaneo ascolta più i testimoni che i maestri”. Come il Papa Francesco, Dobbiamo usare il «linguaggio vivo» della misericordia, agendo come un «ospedale da campo» che cura le ferite e si rende accessibile ai più lontani, centrando tutto sull'amore salvifico di Dio. D'altra parte, nulla di tutto ciò toglie al ragionamento e alla formazione intellettuale.
Infine, come mantenere un equilibrio tra la fedeltà alla dottrina cristiana e la sensibilità ai problemi attuali e alle situazioni personali, senza cadere in estremi che ci allontanano dalla realtà?
- Possiamo visualizzare la missione cristiana come un'ellisse con due punti focali: uno è la fedeltà al disegno salvifico di Dio (la volontà divina rivelata) e, dall'altro, l'attenzione alla condizione concreta e complessa della storia. Questa tensione è feconda e richiede una formazione integrale che unisca la solidità dottrinale alla maturità umana e alla sensibilità sociale.
Come ho sottolineato in precedenza, è importante tenere conto delle condizioni delle persone, spesso vulnerabili, e delle culture, con le loro luci e le loro ombre. È anche importante incoraggiare il dialogo che può arricchirci, gettando nuova luce e aiutandoci ad approfondire la nostra comprensione delle questioni - ascoltando come le vedono gli altri - e a purificare le nostre intenzioni.
Inoltre, molti problemi non hanno un'unica soluzione e possono essere affrontati in modi diversi. In autostrada si può andare più veloci o più lenti, da una parte o dall'altra della propria corsia, ma senza intralciare o mettere in pericolo la propria o l'altrui vita.
La vita cristiana è un'autostrada che può essere molto ben illuminata. Unendo la Parola di Dio, la cui pienezza è Cristo, all'azione dello Spirito Santo (Parola e Spirito formano la “doppia missione” che viene da Dio Padre), la fede diventa una realtà interiore o «connaturalità», che ci permette di vedere più chiaramente, di giudicare meglio gli eventi, di scegliere di fare il bene con saggezza e di vivere più pienamente. L'annuncio della fede e l'esperienza cristiana, la dottrina e la vita, sono così uniti nella nostra esistenza. E partecipare all'evangelizzazione è un servizio a tutti, affinché scoprano che la vita in Cristo è un cammino di pienezza e di bellezza.





