Spagna

Il Cammino di Santiago (che parte da León) unisce sette religioni per la pace

Dal 21 al 27 settembre 2026, il Cammino di Santiago diventerà nuovamente luogo di incontro per diverse tradizioni religiose con la celebrazione del II Pellegrinaggio Interreligioso per la Pace.

Francisco Otamendi-23 settembre 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Giovani a Santiago.

Pellegrinaggio dei giovani europei a Santiago nel 2022.

Con il motto "Un mondo diverso è possibile", una cinquantina di persone – cattolici, ebrei, musulmani, buddisti, bahá'í, indù e rappresentanti di altre spiritualità – stanno condividendo il viaggio, la preghiera e il silenzio lungo un percorso di 115 chilometri da León a Santiago de Compostela, secondo quanto riportato. Il motore di ricerca e il Federazione Associazione spagnola degli amici del Cammino di Santiago, con fonti da Araldo di León.

L'iniziativa ha preso il via simbolicamente a León, dove lunedì 21 settembre i partecipanti sono stati accolti presso il monastero benedettino di Santa María de Carbajal. Il giorno successivo, il gruppo si è recato a Sarria per iniziare il cammino di sei giorni lungo il Cammino Francese verso Santiago.

Secondo il programma diffuso dalla Federazione spagnola delle associazioni di amici del Cammino di Santiago, ogni tappa sarà guidata da una delle confessioni religiose partecipanti. 

Tappe del pellegrinaggio interreligioso

Le tappe del Pellegrinaggio Interreligioso per la Pace sono le seguenti: 

– 21 settembre: accoglienza dei partecipanti presso il Monastero di Santa María de Carbajal de León.

– 22 settembre: Sarria-Portomarín, 22 chilometri. La tappa di martedì è guidata dal gruppo Bahá'í.

– 23 settembre: Portomarín-Palas de Rei, 25 chilometri. La tappa di mercoledì è guidata dal gruppo buddista.

– 24 settembre: Palas de Rei-Melide, 14,5 chilometri. Giovedì è il turno del gruppo indù.

– 25 settembre: Melide-Arzúa, 14 chilometri. La squadra ebraica è in testa alla tappa di venerdì.

– 26 settembre: Arzúa-O Pedrouzo, 19 chilometri. La tappa di sabato è organizzata dal gruppo musulmano.

– 27 settembre: O Pedrouzo-Santiago de Compostela, 20 chilometri. La tappa finale, domenica, sarà guidata dal gruppo cristiano.

Il viaggio si concluderà precisamente domenica 27 a Santiago de Compostela, dopo sette giorni di convivenza, dialogo, comprensione reciproca e riflessione.

Spazi per la riflessione, la preghiera e la condivisione.

Durante il percorso saranno previsti spazi per la celebrazione, la riflessione, la preghiera e la condivisione, nel rispetto dei tempi di ciascuna tradizione, con l'obiettivo che l'incontro non si concluda in una settimana, ma promuova un processo di dialogo duraturo tra le comunità religiose presenti in Spagna. 

Gli organizzatori confidano che “Ultreia”, l’espressione giacobina che incoraggia il progresso continuo, accompagnerà simbolicamente l’intero percorso.

Immagine dell'apostolo Giacomo sull'altare maggiore della cattedrale di Santiago de Compostela, il 10 agosto 2023 (@F. Otamendi).

Un antico sentiero di ricerca

Il Cammino di Santiago è la rete di percorsi di pellegrinaggio che, fin dal Medioevo, conduce alla tomba dell'apostolo Giacomo il Maggiore nella cattedrale di Santiago de Compostela. Dichiarato Patrimonio dell'Umanità e primo Itinerario Culturale Europeo, è stato per secoli punto d'incontro tra popoli e culture provenienti da tutta Europa e oggi accoglie ogni anno centinaia di migliaia di persone con le più svariate motivazioni: religiose, culturali, sportive o semplicemente personali.

È proprio questa capacità di accogliere pellegrini di diverse fedi e interessi che, secondo l'arcivescovo di Santiago de Compostela, monsignor Francisco José Prieto, definisce l'essenza del Cammino. 

Monsignor Prieto: “Un messaggio di speranza”

L'arcivescovo di Santiago de Compostela ha descritto Il Cammino è uno spazio aperto percorso da cercatori e non cercatori, credenti e non credenti, e lui ha sottolineato che proprio questa diversità è ciò che lo rende prezioso. A suo avviso, il Cammino invita a riflettere sul significato ultimo dell'esistenza e, per coloro che hanno fede, diventa un'opportunità privilegiata per incontrare Dio alla meta finale.

Monsignor Prieto ha inoltre esteso questa interpretazione del Cammino a un livello più ampio, sottolineando come essa rifletta l'idea che l'Europa – e l'umanità nel suo complesso – sia soprattutto un progetto condiviso tra popoli e nazioni, e non semplicemente una somma di strategie politiche o economiche. 

L'arcivescovo ha inoltre ricordato che questo progetto comune può diventare un messaggio di speranza, capace di trasformare le difficoltà in una forza trainante per l'unità di fronte alle paure del presente.

Una proposta originaria di León

Il pellegrinaggio è promosso da DIR León, un gruppo di dialogo interreligioso, insieme alla Commissione Iberica per il Dialogo Interreligioso Monastico (DIM-MID) e alla Fondazione Santa María de Carbajal, secondo quanto riportato dalla Federazione Spagnola delle Associazioni Amici dei Cammini di Santiago. 

Collaborano all'iniziativa anche Arco Fórum, la Comunità Bahá'í di Spagna, le comunità ebraiche Bet Januká dell'Andalusia e Bet Ha Torá di A Coruña, la Comunità NgalSo di Spagna (integrata nell'Unione Buddista di Spagna), membri di Amma Spagna, praticanti della tradizione di Thich Nhat Hanh, la Comunità dell'Arca e Amici del Deserto, tra gli altri gruppi.

Con questa seconda edizione, gli organizzatori intendono dimostrare che le differenze religiose non devono necessariamente dividere, ma possono invece diventare un ponte verso la convivenza, come sottolineato da El Buscador. Sette giorni dopo la partenza da León, il gruppo arriverà a Santiago de Compostela con un messaggio condiviso: camminare insieme, nonostante le differenze, è una possibile via per costruire la pace e la giustizia sociale.

L'autoreFrancisco Otamendi

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