Vaticano

Leone XIV raccomanda di non interrompere il dialogo con il Signore e di non giudicarlo mai

Durante l’Angelus di questa domenica a Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha esortato a non interrompere mai il dialogo con il Signore, anche se non lo comprendiamo, e a manifestargli con fiducia la nostra difficoltà nel capire ciò che ci chiede, senza giudicare Dio.

Francisco Otamendi-30 agosto 2026-Tempo di lettura: 2 minuti
Il Papa incensa una statua della Vergine Maria a Castel Gandolfo.

Papa Leone XIV incensa una statua della Vergine Maria durante la messa nella chiesa di Maria Santissima del Lago a Castel Gandolfo, in Italia, il 29 agosto, festa della Madonna del Lago (Foto: CNS/Vatican Media).

Di fronte ai numerosi pellegrini e fedeli presenti a Castel Gandolfo, il Santo Padre ha commentato nel Angelus Il Vangelo di domenica 30 agosto, in cui il primo degli apostoli, Pietro, manifesta al Signore il proprio disaccordo riguardo alla rivelazione di Gesù sulla sua imminente Pasqua: la sua passione e la sua morte, e la sua risurrezione il terzo giorno. “Lungi da te una cosa del genere, Signore! Questo non può accaderti”, gli dice.

Era passato appena un istante da quando aveva riconosciuto in Lui il “Messia, il Figlio del Dio vivente”. E ora invece, sorpreso e forse deluso da ciò che aveva udito, in contrasto con la bella professione di fede che aveva appena pronunciato, lo rimprovera, ha spiegato il Papa.

«Neanche per noi è sempre facile comprendere e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre», ha proseguito Leone XIV. 

Le tentazioni consistono, contro ogni logica di fede, nel pensare che sia il Signore a sbagliarsi o, peggio ancora, che non ci ascolti o non si interessi di noi. 

L’insegnamento di Pietro: la fiducia

Di fronte a questa incertezza, Pietro, nonostante la sua impulsività, ci insegna due cose importanti, ha sottolineato il Papa.

“La prima è quella di non interrompere mai, nemmeno in questi momenti, il dialogo con il Signore; anzi, di manifestargli con fiducia la nostra difficoltà nel comprendere ciò che ci chiede”.

La seconda è: “Non giudicare mai l’operato di Dio, ma piuttosto metterci in ascolto, con umiltà, nella preghiera, di ciò che Egli ci sta rivelando attraverso le Sue azioni, anche quando ciò non corrisponde alle nostre aspettative”.

La grandezza del primo degli apostoli si manifesta anche in questo, ha sottolineato il Pontefice.

Perché Gesù gli risponde: “Vattene via da me, Satana!”, e spiega a lui e agli altri discepoli che, per seguire le sue orme, dovranno rinnegare se stessi, prendere la propria croce e seguirlo.

Pedro rimarrà fedele fino al martirio

Pedro lo farà dopo averlo ascoltato, accetterà la sfida e resterà fedele alle parole di Cristo, che ha riconosciuto come suo redentore, per tutta la sua vita, fino al martirio, ha sottolineato il Successore di Pietro.

In conclusione, il Papa ci ha esortato a chiedere al Signore, nella nostra vita di fede e nella nostra preghiera, “la stessa sincerità di Pietro, dicendogli con umiltà ciò che proviamo veramente, anche quando il cuore è confuso;  e, allo stesso tempo, che sappiamo coltivare la sua docilità, accettando ciò che ci chiede al di là delle nostre aspettative”. 

 E che lo facciamo guidati da Maria.

Preghiera e solidarietà per Haiti, il Nepal e la tutela del creato

Dopo la recita dell’Angelus, Leone XIV ha fatto riferimento al grave massacro avvenuto ad Haiti, ha espresso la propria vicinanza alle vittime e ai loro familiari e ha chiesto l’immediato rilascio incondizionato degli ostaggi. Ha inoltre pregato per le vittime della terribile alluvione in Nepal.

Infine, dopo aver salutato diversi gruppi di pellegrini, il Papa ha ricordato la Giornata Mondiale della Preghiera per la cura del creato martedì prossimo, 1° settembre, in cui presiederà la Messa nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.

L'autoreFrancisco Otamendi

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