Autori invitatiDavid Torrijos-Castrillejo

Il Papa ricorda alla Spagna che ha inventato la modernità

Il discorso del Papa al Congresso dei Deputati enuncia il tipo di mentalità istituzionale che ha sempre guidato la Chiesa: “Anche la politica deve riconoscere una misura che la precede e la supera”.

9 giugno 2026-Tempo di lettura: 2 minuti
Congresso del Papa

Il Papa durante il suo discorso al Congresso dei Deputati (Ballesteros / EFE)

Lunedì mattina, lunedì 8, abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare il discorso di Leone XIV nel Congresso dei Deputati, uno degli artisti più attesi in visita nel nostro Paese.

In essa si riferiva, come non poteva essere altrimenti, all'immortale Francisco de Vitoria e alla Scuola di Salamanca: “In quella sede universitaria, cinquecento anni fa, quando si aprivano nuovi mondi e immense possibilità nelle relazioni tra i popoli, alcuni maestri capirono che la ragione non poteva essere invocata per rivestire la legittimità di qualsiasi forza o interesse presentato come conveniente”. Proprio alla vigilia dell'arrivo del Papa, l'Università, onorata del privilegio dell'insegnamento di questo studioso domenicano, gli ha conferito il dottorato “honoris causa”.

Infatti, in questo anno 2026, l'anniversario dell'inizio del suo insegnamento nelle aule della città di Tormes viene celebrato come il quinto centenario della Scuola di Salamanca, di cui è considerato il fondatore. Ma tutto questo passa inosservato al grande pubblico. Nemmeno in ambito ecclesiastico si ricorda troppo questa eminente figura del nostro passato intellettuale. Così come il centenario della canonizzazione di San Giovanni della Croce, altra mente gloriosa del più grande secolo della storia spagnola - grazie al cielo non viene dimenticato nei discorsi del Papa - non viene menzionato quanto dovrebbe.

Legge di Dio e legge umana

Questa trascuratezza del nostro passato intellettuale contrasta con il saggio desiderio del Papa di ricordare agli spagnoli dove possiamo trovare le risposte a molte delle nostre domande. A noi, che spesso guardiamo con autocoscienza a ogni sorta di novità nel tentativo di “aggiornarci”, il Papa ricorda che Spagna è stato l'inventore della modernità. È nel nostro Paese che è emerso un modo di pensare senza precedenti, capace di guidare le persone attraverso incroci fino ad allora sconosciuti.

La soluzione di Vitoria e della sua scuola è agli antipodi del tipo di pensiero che governa le nostre istituzioni. Mentre oggi il positivismo giuridico è al suo massimo, la Scuola di Salamanca ci offre un altro modo di intendere la convivenza. Questo positivismo crede che la giustizia nasca dalla legge e dalle disposizioni dei governanti. Il discorso del Papa, invece, espone il tipo di mentalità istituzionale che ha sempre guidato la Chiesa e che gli autori di Salamanca hanno saputo presentare in modo contemporaneo: “Anche la politica deve riconoscere una misura che la precede e la supera”. La legge non stabilisce il bene, ma è un modo per riconoscerlo, accoglierlo, proteggerlo e promuoverlo. Il diritto non ha come scopo principale quello di creare la realtà, ma di accettarla attivamente.

La buona filosofia e la fede cristiana riconoscono che tutta questa realtà buona, luminosa e feconda, al cui servizio sta il diritto, viene da Dio. Per questo Vitoria ha insegnato al mondo che la legge di Dio è al di sopra delle leggi degli uomini e che il diritto internazionale, come tutto il diritto, non è a discrezione dei più potenti, ma di una giustizia a cui ogni essere umano e ogni popolo deve attenersi.

L'autoreDavid Torrijos-Castrillejo

Professore assistente, Facoltà di Filosofia, Università Ecclesiastica San Daámaso

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