L'atmosfera in Guinea Equatoriale era assolutamente elettrica: la folla correva e ballava, eccitata per l'arrivo di Papa Leone XIV, ultimo atto del suo viaggio in Africa.
Il Papa ha incoraggiato la “Chiesa in pellegrinaggio in Guinea Equatoriale a continuare con gioia la missione dei primi discepoli di Gesù”.
Leggendo insieme il Vangelo, “possiate essere annunciatori appassionati, come lo era Filippo il diacono. Celebrando insieme l'Eucaristia, possiate testimoniare con la vostra vita la fede che salva, affinché la Parola di Dio diventi pane buono per tutti”. È proprio l'amore del Signore che sostiene il nostro impegno, soprattutto al servizio della giustizia e della solidarietà, ha sottolineato.
Condoglianze per la scomparsa del Vicario generale
Il Papa ha espresso nella omelia le sue condoglianze per la morte, avvenuta pochi giorni fa, del Vicario Generale della diocesi, Mons. Fortunato Nsue Esono, che ha ricordato durante l'Eucaristia.
“Vi invito a vivere con spirito di fede questo momento di dolore e confido che, senza lasciarsi trasportare da commenti o conclusioni affrettate, si faccia piena luce sulle circostanze della sua morte”.
Addio: “Porto con me un tesoro inestimabile di fede, speranza e carità”.”
Al termine della Messa a Malabo, dopo il ringraziamento dell'Arcivescovo e prima di impartire la benedizione finale, Leone XIV ha trasmesso la sua eredità, nel 170° anniversario dell'evangelizzazione del Paese.
Ogni frase è stata cantata e applaudita dalla folla.
"È giunto il momento di salutarci dopo questo viaggio di 10 giorni in Africa. Ringrazio l'arcivescovo, gli altri vescovi, i sacerdoti e tutti voi, popolo di Dio in pellegrinaggio in queste terre.
“Voi siete il sale della terra e la luce del mondo”.”
“Cristo è la luce della Guinea Equatoriale e voi siete il sale della terra e la luce del mondo. La mia gratitudine va alle autorità civili del Paese e a tutti coloro che in vario modo hanno contribuito al successo della mia visita”.
“Lascio l'Africa portando con me un tesoro inestimabile di fede, speranza e carità. È un grande tesoro, fatta di storie, di volti, di testimonianze, gioiose e sofferte, che arricchiscono abbondantemente la mia vita e il mio ministero di Successore di Pietro”.
“Come nei primi secoli della Chiesa”.”
“Come nei primi secoli della Chiesa”, ha sottolineato Papa Leone, ”oggi l'Africa è chiamata a contribuire in modo significativo alla santità e alla missionarietà del popolo cristiano".
“Affido questa intenzione all'intercessione della Vergine Maria, alla quale raccomando di cuore voi, le vostre famiglie, le vostre comunità, la vostra nazione e tutti i popoli africani.
Dopo la benedizione finale, il Santo Padre è partito per l'aeroporto. Nell'aria si sentiva la calda accoglienza del popolo della Guinea Equatoriale. E gli applausi per il Papa, che ha lanciato il guanto di sfida per continuare con gioia la missione dei primi discepoli di Gesù.
Sempre a Bata, è emerso il suo messaggio nettamente cristocentrico, questa volta basato su Sant'Ambrogio, il vescovo di Milano che battezzò Sant'Agostino.
“Cristo è tutto per noi. In Lui troviamo pienezza di vita e significato. Se sei oppresso dall'ingiustizia, Lui è la giustizia; se hai bisogno di aiuto, Lui è la forza; se hai paura della morte, Lui è la vita. Se desideri il cielo, Lui è la via; se sei nelle tenebre, Lui è la luce‘ (Sant'Ambrogio, De Virginitate, 16,99).
Con la compagnia del Signore, osservava Papa Leone, “i nostri problemi non scompaiono, ma vengono illuminati. Come ogni croce trova in Gesù la sua redenzione, così nel Vangelo trova senso la storia della nostra vita.

Dopo un volo di sei ore da Malabo, il Papa è arrivato a Roma la sera del 23 aprile.
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Questo rapporto si basa sulle informazioni fornite da Courtney Mares, Redattore di OSV News specializzato in Vaticano, da Bata e Malabo, Guinea Equatoriale.
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