“Sono rimasto colpito dal fervore e dall'entusiasmo con cui sono stato accolto in Francia!” ha esclamato Papa Leone XIV durante l'Udienza Generale di mercoledì 1° settembre in Piazza San Pietro. Una visita “È stato un grande dono per me e per il popolo di Dio in quel paese, e ringrazio il Signore”.
“Così come la cattedrale di Notre-Dame è stata restaurata, anche la Chiesa in Francia si sta rinnovando. Ciò è particolarmente evidente nell'entusiasmo dei giovani e nell'aumento del numero dei battesimi”, ha riassunto il Santo Padre nel suo discorso ai pellegrini di lingua inglese.
“Vorrei riassumere le mie esperienze in un unico grande simbolo: la cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Un tempio distrutto sette anni fa da un incendio, oggi è segno di rinascita. È l'immagine di una Chiesa costruita con pietre vive, cioè di persone che amano Gesù perché sono state amate da Lui e desiderano proclamare questo amore a tutti, “perché il mondo abbia la vita” (cfr. Gv 6,51).».
Questa è “la ricostruzione della Chiesa che solo Dio può realizzare”, ha affermato il Papa durante l'udienza.
La chiave di lettura: “Rinascimento”
Con queste e simili parole, il Successore di Pietro riassunse la sua visita in Francia in la Corte di giustizia. E la parola chiave che ha usato è "rinascita".
“Vorrei raccogliere i pensieri e le impressioni – ancora vivissimi – di questa Visita Pastorale attorno a un unico grande simbolo: la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
Lì, il primo giorno nel pomeriggio, ha raccontato il Papa, “abbiamo celebrato i Vespri della Beata Vergine Maria, una liturgia solenne e al tempo stesso festosa, in cui la musica, il canto e la bellezza del tempio hanno fatto vibrare i cuori, uniti nella preghiera”.
“Notre-Dame, con il dramma che ha vissuto, può illuminare simbolicamente l'intero Cammino Apostolico, offrendo una chiave di comprensione che riassumerei in una sola parola: rinascita.”.

Gioia e fervore della folla
Sia nello splendore restaurato di Notre Dame de Paris per la solenne celebrazione dei vespri, durante “l’indimenticabile veglia allo Stade de France con i giovani” — ”i nuovi santi di Francia!” —, in tutto il
strade o di fronte al immensa folla a Concordia E nei Campi Elisi, ha sottolineato Leone XVI, la gioia e il fervore del popolo di Dio, con i suoi numerosi catecumeni, si sono manifestati in abbondanza.
“Questa moltitudine, capace di silenzio e contemplazione –caratteristica di cuori che anelano alla verità e all'amore – rappresenta”, a suo avviso, “un grande segno di rinascita e di speranza”.
“Due luoghi diversi e complementari, quasi uniti spiritualmente”
Il Santo Padre ha proseguito, menzionando “due luoghi completamente diversi eppure due eventi complementari, quasi uniti spiritualmente. Cosa li ha uniti? La Chiesa, che non è fatta di pietre o di cemento, ma di persone che amano Gesù Cristo perché sono state amate da Lui”.
– A Notre-Dame c'erano sacerdoti e diaconi, persone consacrate e operatori pastorali;
– Nello stadio (Saint Denis) c'era la nuova generazione francese: nuova – direi – non solo per l'età, ma ancor più per il suo spirito, per la sua libertà di cuore e di fede.
“Giovani che cantavano, gridavano, ma che restavano anche in silenzio, in ascolto. Volti attenti e commossi, che manifestavano cuori anelanti alla verità e all'amore. A loro ho detto con gioia – e ho ribadito all'udienza: ”Voi siete i santi di Francia!”. Quella Veglia è stata un grande segno di speranza», ha affermato il Papa.
La dignità umana, tema centrale degli incontri
Naturalmente, il Papa ha anche ricordato durante il suo viaggio che “la dignità umana Come criterio fondamentale per ogni collaborazione al servizio del bene comune, già ribadito dinanzi alle autorità francesi e ai membri dell'UNESCO, è stato anche il fulcro degli incontri con le persone più vulnerabili a Parigi.
E anche in “Lourdes, luogo benedetto dove la Vergine Maria offre, nel nome di suo Figlio, a tutti i pellegrini che soffrono nel corpo e nell'anima, un messaggio di speranza”.
“Rispetto per ogni vita umana, che merita di essere curata, sostenuta e confortata”.”
“Lì ho ricordato con fermezza che ogni vita umana, anche nelle situazioni più fragili, conserva la sua inviolabile dignità e merita di essere curata, accompagnata e soccorsa”, ha aggiunto Papa Leone, con parole ripetute più volte dall'incontro con le autorità il primo giorno a Parigi.
Infine, Metz, luogo simbolico nella costruzione della pace in Europa al pari del venerabile Robert Schuman dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha rappresentato un'occasione per ricordare le radici cristiane dell'Europa, ha sottolineato il Pontefice, e il suo impegno per i principi di dialogo e di pace tra le nazioni e tra le diverse tradizioni religiose.

Lourdes, santuario della civiltà dell'amore, incontro con le vittime di abusi
Lourdes rappresenta per il mondo intero un santuario della civiltà dell'amore, ha concluso il Santo Padre, e “in questo contesto ho incontrato alcune persone che sono state vittime di abusi e ho chiesto loro di aiutarmi a esprimere ad altre vittime la mia volontà e quella di tutta la Chiesa di ascoltarle e accompagnarle nel loro cammino di guarigione, riconoscendo il dolore causato nelle loro vite e adoperandosi per la prevenzione degli abusi”.
Preghiera per frutti abbondanti e duraturi
Infine, Leone XIV ricordò nell'Udienza Romana che “il tema della mia visita pastorale in Francia è stato 'Pour que le monde ait la vie', Affinché il mondo abbia la vita (cfr. Gv 6,51)‘.
Queste sono le parole di Gesù, che riassumono tutta la sua missione di salvezza e che, “durante il Cammino, hanno espresso pienamente il significato evangelico di ogni incontro. Ora, queste parole esprimono la nostra preghiera, mentre chiediamo a Dio che questo evento di grazia porti frutti abbondanti e duraturi”, ha concluso.





