Vaticano

Il Papa pone i giovani (e le guerre) al centro della sua attenzione

Dopo le notizie sulla GMG in Corea del Sud e sull’incontro ad Assisi, Leone XIX ha nuovamente puntato i riflettori sui giovani durante l’Angelus, per trarre ispirazione da santi come san Domenico, santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), san Lorenzo e santa Chiara d’Assisi. E ha lanciato un appello urgente per la pace in Sudan, Ucraina e Russia.

Francisco Otamendi-9 agosto 2026-Tempo di lettura: 3 minuti
Il Papa a Tor Vergata, nel 2025.

Papa Leone XIV saluta i pellegrini il 3 agosto 2025, giorno della Messa di chiusura del Giubileo della Gioventù, presso l’area all’aperto di Tor Vergata a Roma. (Foto di OSV News/Vatican Media via Reuters).

In questo periodo estivo, il Papa ha rivolto nuovamente un’attenzione particolare ai giovani. Ai giovani e alle guerre.

E nel Angelus in occasione di questa XIX Domenica del Tempo Ordinario, dopo aver salutato i giovani della Comunità Santa Maria Maddalena della diocesi di Milano, ha affermato che “la presenza di tanti gruppi di giovani, che decidono di dedicare alcuni giorni delle loro vacanze ad attività formative e di condivisione, è un segno di speranza; così come lo è stato l’incontro dei giovani francescani, con i quali ho avuto il piacere di incontrarmi giovedì scorso ad Assisi”.

Santi e sante: conoscere testimoni esemplari del Vangelo

Ha poi esortato con forza i giovani a lasciarsi “ispirare dai testimoni esemplari del Vangelo” che il calendario liturgico ci propone in questi giorni.

E ha fatto riferimento ad “alcune meravigliose figure di santi e sante che vi invito a conoscere meglio: ieri, il grande san Domenico, fondatore dei Frati Predicatori; oggi, santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, carmelitana assassinata ad Auschwitz e compatrona d’Europa; domani, san Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma; dopodomani, santa Chiara d’Assisi, che abbandonò una vita agiata per seguire Gesù, povero e umile, seguendo l’esempio del suo concittadino san Francesco. Cari giovani, lasciatevi ispirare da questi testimoni esemplari del Vangelo!”.

Nella tempesta di Gennesaret: Gesù non ci abbandona

Prima della recita dell’Angelus, il Successore di Pietro ha commentato il Vangelo di questa domenica, che ci parla di “Gesù che, sul lago di Galilea, camminando sulle acque, si unisce ai discepoli nel mezzo di una tempesta (cfr. Mt 14,22-33).

Verso la fine della notte, Gesù va loro incontro sulle acque agitate, e loro, spaventati, lo scambiano per un fantasma (v. 26). Ma Lui dice loro: ‘¡Coraggio!, ’Sono io, non abbiate paura!» (v. 27). 

La presenza del Signore cambia tutto, ha detto il Papa. “Pietro riesce persino a fare qualche passo sulle onde verso di Lui; poi si spaventa, comincia ad affondare e Gesù lo salva. Quando il Maestro sale sulla barca, la tempesta si placa, e allora dal cuore dei discepoli sgorga spontaneamente la professione di fede: ‘Tu sei davvero il Figlio di Dio’ (v. 33)”.

“Non lasciarci travolgere dal successo”

Questo miracolo ci insegna qualcosa di importante, ha sottolineato il Pontefice. “Innanzitutto, a non lasciarci trasportare dal successo e a non essere mai presuntuosi; e, allo stesso tempo, a non disperare, nemmeno nei momenti di oscurità, quando ci sentiamo impotenti di fronte ai problemi e, nonostante i nostri sforzi, ci sembra di andare più indietro che avanti”. 

“In ogni circostanza, Gesù non ci abbandona e, se lo accogliamo con umiltà nella barca della nostra vita — attraverso la preghiera, i sacramenti e l’ascolto della sua Parola —, in Lui troveremo la pace, la luce e la forza per il nostro cammino”.

Sudan, Ucraina, Russia

Dopo la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha espresso la propria vicinanza a tutti gli abitanti del Sudan, in particolare alla città di El Obeid, ha rinnovato il proprio appello alle autorità affinché garantiscano corridoi umanitari alla popolazione civile, ed ha esortato la comunità internazionale a sostenere gli sforzi volti a ottenere un cessate il fuoco immediato. 

Infine, ha esortato alla preghiera, “chiedendo al Signore di sostenere chi soffre, di convertire i cuori di chi semina violenza e di concedere la pace tanto agognata”.

Sulla stessa linea, ha rivelato che continuano a giungergli notizie dolorose su persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia. Gli episodi tragici si susseguono, anzi, si moltiplicano, causando un numero sempre maggiore di vittime civili, tra cui anche bambini. 

La guerra non fa che generare altra guerra e un'enorme sofferenza

”Esprimo la mia solidarietà alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in corso», ha affermato Leone XIV.  

“Di fronte a tanto dolore, rinnovo un appello accorato affinché venga rispettato il diritto umanitario e entrambe le parti pongano fine agli attacchi contro obiettivi civili. La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È ora di fermare la spirale di violenza e di dare spazio alla diplomazia e al dialogo per spianare la strada verso la pace”.

L'autoreFrancisco Otamendi

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