Stavolta scriverò un pezzo su un posto che evoca, fatte ovviamente le debite differenze, le stesse sensazioni di una famosa canzone di Madonna, La isla bonita. Si tratta, infatti, proprio di una piccola isla bonita, situata a 93 km a sud della Sicilia e a circa 290 dalle coste africane.
Immagino soffiarvi la brezza marina, non tropicale ma mediterranea, il sole alto nel cielo, i bei volti dei locali con occhi che richiamano sia il vicino deserto del Sahara che le nordiche pianure dell’Europa.
E immagino, quando è tempo di siesta, la vita fermarsi per poi riesplodere nelle feste animate da canti popolari in una lingua che mischia parole italiane e arabe e che è, di fatto, l’unica lingua semitica scritta con caratteri latini.
Questa isla bonita della realtà non si chiama San Pedro, come quella della canzone, bensì Malta, e ha più a che fare con San Paolo che con San Pietro.
Memorie tunisine
He cruzado el Mediterráneo varias veces, pero nunca he estado en Malta. Y los únicos malteses que he conocido en persona son unos compañeros de clase que estudiaron árabe conmigo en Tunisia . De aquellos chicos me llamaron la atención, en aquella época, su italiano perfecto, su inglés fluido y su facilidad para el árabe; o, más concretamente, para el «dialecto» tunecino. Eran embajadores ideales de su país, que, en poco más de 316 km² , repartidos en solo tres pequeñas islas —Malta, Gozo y Comino—, ha acumulado una increíble riqueza histórica.
Un punto nevralgico al centro del Mediterraneo
La posizione cruciale dell’arcipelago ne ha fatto uno snodo naturale negli scambi ma anche nei contrasti tra Europa, Africa e Asia. Malta è infatti europea, cattolica, simile all’Italia del sud nelle tradizioni, nella cucina, nel carattere degli abitanti, ma ha una lingua propria, semitica (simile al dialetto arabo tunisino), ed è stata territorio britannico per oltre un secolo.
Una storia antichissima anche nella lingua
Gli albori della storia maltese sono avvolti nel mistero. Una popolazione su cui non si hanno molte notizie vi costruì dei templi megalitici (famosi quelli di Ġgantija, Ħaġar Qim, Mnajdra e Tarxien) tra il IV e il III millennio a. C. (prima di Stonehenge e delle piramidi egizie). Le rovine di queste costruzioni gigantesche sono state inserite dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’umanità.
A partir del año 1000 a. C., Malta fue colonia fenicia. Su nombre se debe, según la tradición, precisamente a los grandes navegantes semitas: “Malìt” o “Malat” (en fenicio y en ebraico o antiguo: «refugio seguro»). Los griegos, por su parte, la llamaban “Melíte” (de donde proviene el latín “Melita”), debido a su famosa miel. Tras los fenicios, le tocó el turno a los cartagineses, los romanos, los bizantinos y el dominio musulmán. En el año 870 d. C., la isla pasó a formar parte del emirato árabe de Sicilia, cuya lengua (una variedad del árabe magrebí) se extendió también a Malta y, paradójicamente, solo aquí sobrevivió, dando origen al maltés moderno. La conquista normanda (1090) y la expulsión de los musulmanes en el siglo XIII condujeron a la latinización total de Sicilia, pero en Malta la población, aunque se convirtió en masa al cristianismo, conservó la antigua lengua semítica, que con el tiempo adquirió, gracias al aislamiento geográfico, características peculiares y se enriqueció posteriormente con vocabulario siciliano, italiano e inglés. El resultado es el maltés actual, una lengua con gramática y sintaxis semíticas, pero con un léxico decididamente europeo y que, caso único para una lengua semítica y de origen árabe, se escribe con caracteres latinos.
Pane, ad esempio, si dice ħobż, come in arabo (khubz); sole xemx, come shams; libro ktieb, come kitab. E, cosa ancor più curiosa, Dio, per i maltesi cattolici, è Alla.
Da italiano che ha studiato l’arabo, il maltese ha un suono curiosissimo, metà arabo e metà siciliano, con prestiti dall’inglese. Oggi è anche l’unica lingua semitica ufficiale dell’Unione Europea e, insieme all’inglese, lingua ufficiale dello Stato.
Un pezzo d’Italia o d’Inghilterra?
Né l’una né l’altra cosa. Possiamo, semmai, dire che Malta ha conservato e stratificato nella propria identità pezzi ed eredità dei dominatori che vi si sono susseguiti nel tempo, con la capacità di creare un’identità unica nel suo genere.
Per secoli, infatti, l’italiano fu lingua di cultura, di diritto e di Chiesa sull’isola, e rimase ufficiale accanto all’inglese fino al 1934, quando fu sostituito dal maltese. I britannici, infatti, volevano sopprimere qualunque forma di irredentismo italiano facendo crescere negli isolani la consapevolezza di essere diversi dai loro vicini.
Molti maltesi capiscono e parlano ancora perfettamente l’italiano, spesso a causa dei programmi televisivi e, ovviamente, della prossimità geografica e culturale.
Malta entrò nell’Impero britannico nel 1814 e ne uscì con l’indipendenza del 1964, per diventare repubblica nel 1974: un’isola che è un piccolo mondo che mescola lo spirito italiano meridionale, siciliano soprattutto, con quello magrebino e quello britannico. Case di pietra giallastra, villaggi arroccati come nel sud Italia; mare, luce e paesaggio quasi africani; guida a sinistra, lingua inglese e cabine telefoniche rosse come in Gran Bretagna.
La fede cristiana cattolica: identità nazionale
Malta è uno dei Paesi più intensamente cattolici d’Europa. Le chiese, numerosissime e sparse per tutto l’arcipelago, sono un tratto distintivo di città e villaggi, spesso così imponenti, con le loro cupole, i campanili e le facciate barocche, da sembrare quasi di troppo per gli insediamenti umani non certo grandissimi in cui sono costruite.
Non si contano le processioni, le bande musicali, le feste patronali che manifestano una fede che qui è parte fondamentale dell’identità nazionale, profondamente radicata nella storia dell’isola, a partire dal più celebre naufrago approdato a Malta: l’apostolo Paolo, nel 60 d.C. circa (come leggiamo negli Atti degli Apostoli). Non dimentichiamo ovviamente i Cavalieri di Malta (o Cavalieri di San Giovanni), i quali, nel XVI secolo, fecero di questo arcipelago una fortezza cristiana, nonché uno dei centri politici, militari e ospedalieri del Mediterraneo, in particolare la sua capitale, La Valletta. Questa cittadina fu costruita dopo il Grande Assedio del 1565 e la sontuosità dei suoi bastioni, delle sue chiese, dei palazzi, degli ospedali appare già nelle foto quasi spropositata rispetto al numero degli abitanti (circa 5000), che ne fanno una delle capitali più piccole e meno popolate d’Europa.
L'abitato principale della Repubblica, invece, è San Pawl il-Baħar (Baia di San Paolo, il luogo in cui naufragò l’Apostolo), che ha circa 40 mila abitanti.
Una vita politica in fermento
Come in Gran Bretagna, anche a Malta la vita politica è dominata da due grandi partiti, il Laburista e il Nazionalista, e da un’affluenza alle urne altissima. Dal 2004, la nazione è membro dell’Unione Europea e, se a livello internazionale se ne conosce poco, è comunque caratterizzata da un vivace dibattito politico che, in tempi più recenti, vista anche la posizione al centro delle rotte e dei traffici di migranti, si è particolarmente infiammato.
In tale contesto, il 16 ottobre 2017 la giornalista Daphne Caruana Galizia, celebre per le sue inchieste su corruzione e società offshore legate al potere, fu uccisa da un’autobomba quasi sulla porta di casa. Questo brutale omicidio scosse l’Europa, con migliaia di persone scese in piazza a protestare e il premier Joseph Muscat che rassegnò le dimissioni nel gennaio 2020. Le indagini, infatti, portarono alla luce presunti legami tra l’imprenditore Yorgen Fenech (accusato di essere il mandante dell’omicidio) e figure chiave del governo laburista di Muscat.
Un’inchiesta pubblica concluse nel 2021 che lo Stato doveva assumersi la responsabilità del clima di impunità e cinque persone furono condannate come esecutrici materiali dell’attentato, ma il presunto mandante, Fenech, è stato assolto da una giuria proprio a settembre 2026, scatenando una nuova crisi istituzionale.
L’attuale premier laburista Robert Abela è sottoposto a una forte pressione politica e di piazza, mentre il giovane leader del Partito Nazionalista maltese, Alex Borg, ha puntato il dito contro il governo e il partito al potere e ha invocato l’approvazione d’urgenza di un pacchetto di leggi antimafia.
Per capire come un’isola così piccola sia arrivata fin qui, bisogna tornare a due approdi fondamentali: il naufrago di nome Paolo e i Cavalieri di San Giovanni. Lo faremo nel prossimo articolo.





