Domenica mattina, 27 settembre, il pontefice ha incontrato a porte chiuse i vescovi di Francia nella sala di Santa Bernadette del santuario di Lourdes.
Il Santo Padre chiese ai prelati coraggio, audacia e creatività nell'evangelizzazione, lasciando loro un'unica indicazione: "far conoscere e amare Gesù Cristo".
Partendo da queste basi, ha esaminato le principali sfide che la Chiesa si trova ad affrontare in Francia in questo momento: la voce della Chiesa nel dibattito pubblico, il secolarismo, l'educazione cattolica, gli abusi, le vocazioni, la famiglia e l'unità.
La Chiesa presente nella società
Riguardo al ruolo della Chiesa nel dibattito pubblico, ha affermato che la Chiesa ha contribuito alla costruzione della Francia e rimane parte integrante della sua cultura e identità. Pertanto, ha detto, la sua voce ha un posto nel dibattito pubblico, con autorità profetica, anche se non sempre viene ascoltata o seguita.
Riferendosi alla laicità francese, che ha descritto come un sistema unico, frutto di una storia turbolenta e ora tranquilla, ha avvertito che questo equilibrio viene gradualmente messo in discussione, come accade anche in altri Paesi occidentali.
Pertanto, ha chiesto ai vescovi di non rassegnarsi e di rimanere vigili nel difendere la libertà della Chiesa di evangelizzare, educare e celebrare pubblicamente il culto, affinché possa esercitare visibilmente la carità.
Incontro con le vittime di abusi
Riferendosi agli abusi sessuali su minori commessi da membri del clero o in contesti ecclesiastici, che ha definito una piaga dolorosa, ha ringraziato i vescovi per le coraggiose misure adottate: l'ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, la riparazione e una cultura della prevenzione.
Ha riconosciuto che ci sono stati momenti molto difficili per la Conferenza Episcopale e ha chiesto di mantenere alta la vigilanza. Sullo stesso argomento, nel pomeriggio, poco dopo le 17:30, il Papa ha incontrato privatamente presso la Residenza Episcopale di Lourdes sette vittime di abusi, quattro uomini e tre donne.
La Sala Stampa della Santa Sede ha riferito che il Pontefice ha ascoltato ciascuno individualmente, ha pregato con alcuni di loro e, al termine dell'incontro, ha ribadito il suo impegno affinché questo male non si ripeta mai più.
Il Papa a Lourdes: Conversione e guarigione
Alle 11:00, il Papa ha presieduto la Messa nel prato del santuario, davanti a circa 150.000 persone. Nella sua omelia, ha parlato della conversione, aspetto centrale del messaggio che la Vergine Maria ha affidato a Santa Bernadette. La conversione è scegliere la vita, inclusa la vita eterna, e non ammette indugi: «È oggi, non domani, che dobbiamo convertirci». Perché, ha spiegato, «convertirsi significa abbandonare le vie dell'errore per seguire la Via della Vita».
Questa esigenza, ha sottolineato, si applica anche alla Chiesa: «Questa esigenza di conversione impegna la Chiesa stessa nel suo pellegrinaggio terreno. Essa deve, soprattutto, avere il coraggio di vivere questa conversione». Ha aggiunto: «Per guarire le ferite profonde, le infedeltà e gli sviamenti dolorosi commessi al suo interno, dobbiamo umilmente sottometterci allo sguardo purificatore del Signore».
Lourdes, il luogo della sacralità della vita
Alludendo alla recente legge francese sul suicidio assistito, il Papa ha affermato: «Di fronte alle tendenze attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come santuario di speranza cristiana. Qui non si rifiuta alcuna fragilità. […] Lourdes è il luogo benedetto di una professione di fede nella bellezza e nella sacralità della vita».
Al termine della messa ha guidato la preghiera dell'Angelus, invitando i fedeli a recitare il Rosario durante il mese di ottobre per la fine delle guerre.
“È impossibile considerare la fine di una vita come qualcosa di normale.”
Nel pomeriggio, durante un incontro con il personale e i pazienti dell'Accueil Notre-Dame – una parte del santuario dedicata all'accoglienza e al sostegno dei pellegrini malati – ha ribadito con maggiore enfasi la dignità della vita umana. Il Papa ha affermato che la dignità della persona «non si può misurare né discutere» e che nessuna legge umana dovrebbe minare la certezza di tale dignità.
«È proprio in nome di questa inalienabile dignità della persona umana che bisogna respingere con fermezza la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione», ha affermato. Ha poi aggiunto: «È impossibile considerare normale porre fine a una vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale».
Ha ricordato ai medici e agli operatori sanitari che la loro vocazione è "prendersi cura di una persona sofferente, non eliminarla". Ha inoltre ripetuto alcune parole pronunciate lo scorso giugno: "La medicina non può mai diventare serva di una morte programmata!". E ai malati ha detto: "Non siete un peso; siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa".
In serata, il Papa guidò la recita del Rosario e la processione con le fiaccole, nella quale apparve come un pellegrino tra gli altri. La tradizione delle candele ebbe origine il 19 febbraio 1858, quando Bernadette giunse alla grotta con una candela benedetta accesa. La prima processione mariana con le fiaccole si tenne il 28 agosto 1872.





